Questa guida analizza la storia delle parrucche dall’antichità fino ai nostri giorni. Il terzo paragrafo sarà dedicato alle tecniche di realizzazione delle parrucche mentre nel quarto si potranno leggere consigli sulla loro pulitura e mantenimento. L’ultimo paragrafo, infine, fornirà consigli su come scegliere la parrucca più adatta alle proprie esigenze. A questo proposito, i negozi addetti alla vendita di parrucche dovrebbero avere a disposizione sia parrucche con capelli veri che parrucche sintetiche in base all'ordine effettuato.
Storia della parrucca: dall’antichità fino al settecento
Nonostante sembrino il frutto di mode in parte recenti, le parrucche erano utilizzate sin dall’antichità e avevano principalmente ragioni estetiche e igieniche. Le parrucche egiziane furono le prime ad essere realizzate: erano generalmente indossate dai faraoni, dalle famiglie reali e dalle classi ricche, le quali miravano ad avere un aspetto imponente. Anche i Greci e i Romani erano soliti indossare parrucche. Tra i Romani sembra che fossero apprezzate soprattutto le parrucche bionde realizzate con i capelli dei popoli germanici. Tra le funzioni che assolvevano c’era quella di nascondere l’identità: un’antica leggenda, infatti, narra di come Annibale le utilizzasse per potersi infiltrare tra le sue truppe per scoprire quali soldati gli fossero ostili. Dopo la caduta dell’Impero romano, le parrucche non furono utilizzate nel mondo occidentale, per un lungo periodo. Nel corso del XII secolo, però, si assistette a una loro progressiva rinascita.
Durante il XVI secolo la parrucca era usata come strumento per sopperire al problema della calvizie. Tra le altre funzioni, quella igienica ed estetica erano le principali. Ben presto le parrucche iniziarono a essere indossate anche dagli esponenti della nobiltà, tra i quali Elisabetta I, con la sua nota parrucca di ricci rossi, e Luigi XII. Quest’ultimo ne favorì la diffusione tra gli uomini francesi nella prima metà del 1600. Dalla Francia l’uso della parrucca si trasmise in Inghilterra grazie al re Carlo II, il quale ne diffuse la moda dopo aver trascorso l’esilio in Francia. L’uso delle parrucche inglesi da parte delle classi nobili e borghesi contribuì alla loro identificazione quale simbolo di appartenenza a una determinata classe sociale.
Durante il Barocco erano molto di moda parrucche di grandi dimensioni e, soprattutto quelle femminili, erano particolarmente elaborate e decorate con fiori e gioielli. L’elevato costo delle parrucche con capelli naturali favorì la diffusione di quelle in crine di cavallo o Yak, molto più economiche. Nel Settecento le parrucche più usate erano quelle ricciolute e scure. Con il tempo, tuttavia, il bruno lasciò il posto al grigio e al bianco tanto che le parrucche iniziarono a essere incipriate. L’elevato costo della cipria, però, favorì la diffusione di parrucche in pelo di Yak.
Storia della parrucca: dall’ottocento fino ai nostri giorni
Dopo la Rivoluzione francese, l’uso della parrucca, divenuta ormai simbolo politico e della nobiltà del vecchio regime, fu contestato e osteggiato dai rivoluzionari e dal popolo stesso. Basti pensare che a Venezia, in quel periodo, fu imposta persino una tassa rivolta a tutti coloro che la indossavano abitualmente nel tentativo di limitarne l’uso. Le politiche che miravano all’abolizione delle parrucche ebbero i loro frutti poiché, per gran parte dell’Ottocento, esse persero il loro fascino e non furono utilizzate per molto tempo. Soltanto nel periodo neo-classico questo particolare accessorio iniziò a essere nuovamente considerato un oggetto di moda. Durante questi anni, in particolare, esse erano utilizzate soprattutto dalle donne le quali preferivano tonalità chiare e linee ispirate alla tradizione greca.
Durante il XX secolo, in particolare nella seconda metà del secolo, le parrucche tornano nuovamente di moda. Verso gli anni '60 e '70, in particolare, l’uso della parrucca diventa capillare perché era considerata un tutt’uno con l’abito e le calzature indossate. Il motivo del loro grande successo era legato soprattutto al desiderio, prevalentemente femminile, di migliorare il proprio look al quale si accompagnava la scarsa sicurezza delle tinture per capelli che in quel periodo iniziavano a essere proposte sul mercato. Per quanto riguarda la forma, generalmente le ragazze preferivano parrucche poco stravaganti, molto simili al loro taglio di capelli, in modo da essere sempre pronte per uscire, senza dover ricorrere necessariamente alla messa in piega della parrucchiera. Anche i parrucchini per uomo erano molto diffusi in quel periodo: basti pensare che proprio negli anni 70 molti uomini portavano i capelli lunghi. Nel corso degli anni, però, proprio come tutte le altre mode, anche l’uso delle parrucche andò svanendo tanto che, già dai primi anni 80, esse scomparvero completamente. Dagli anni 90 a oggi, l’uso della parrucca è limitato a particolari periodi di festa, come il Carnevale, a scopi artistici oppure puramente pratici legati alla precoce perdita dei capelli o a quella provocata da medicinali (chemioterapia). Nel corso degli anni la struttura stessa della parrucca e i metodi di fabbricazione si sono evoluti realizzando prodotti d’avanguardia, caratterizzati da un'elevata comodità e vestibilità.
Com’è realizzata
Le principali differenze tra una parrucca e l’altra dipendono essenzialmente dal metodo di cucitura, dalla tecnica utilizzata per l’assemblaggio dei capelli e dal tipo di capello utilizzato.
Per quanto riguarda il metodo di cucitura, esse possono essere realizzate a mano o con la macchina per cucire. In ogni caso, i capelli possono essere cuciti attraverso nodi monocapillari oppure pluricapillari, in base alla quantità di capelli inseriti, di volta in volta, in un unico nodo.
Le tecniche di assemblaggio, invece, sono essenzialmente due: nella prima, i capelli sono inseriti tenendo conto della loro direzione naturale; nella seconda il capello, prima di essere montato, è piegato a metà. In questo modo la prima metà del capello avrà una particolare direzione, l’altra metà, invece, avrà una direzione completamente opposta alla precedente. Il primo tipo di parrucche, ovviamente, è il più pregiato.
Per ottenere una parrucca di livello elevato, anche i supporti sono molto importanti. Essi comprendono un’ampia gamma di materiali e prodotti in commercio, dalle semplici retine dotate di fasce elastiche per far aderire la parrucca alla testa, alle più ricercate guaine in silicone create su misura. Per questo tipo di parrucche, il supporto è creato dal calco del cranio del cliente e, una volta realizzato, è fatto aderire completamente alla pelle grazie a particolari colle. Questo tipo di parrucche è scelto soprattutto dalle persone affette da calvizie permanente: l’ottima qualità dei materiali utilizzati per la loro realizzazione ne giustifica i costi sensibilmente superiori alla media. Ogni supporto, poi, giustifica l’uso di un particolare tipo di capello.
Come in passato, infatti, esistono parrucche con capelli sintetici, in questo caso il materiale migliore è la monofibra, o con capelli naturali. I capelli sintetici sono generalmente applicati sulle retine mentre le parrucche con capelli veri richiedono supporti più raffinati. Tenendo in considerazione i capelli naturali, anche in questo caso le distinzioni sono molte. La prima riguarda l’area geografica di provenienza: in genere sono più pregiati i capelli veri europei rispetto a quelli orientali. Influisce molto sulla qualità della parrucca, inoltre anche l’uso di tinture o di particolari trattamenti come la stiratura: queste lavorazioni rendono la parrucca meno pregiata.
Manutenzione e lavaggio
Il problema della cura della parrucca è molto importante e deve essere risolto adeguatamente per non rischiare di rovinarla irrimediabilmente. La prima difficoltà riguarda proprio il loro lavaggio. Prima di procedere al lavaggio vero e proprio è necessario pettinarla dolcemente avendo cura di rimuovere delicatamente i nodi. Per non rischiare di spezzare i capelli, soprattutto nelle parrucche con capelli lunghi o ricci, potrebbe rendersi utile l’uso delle dita per eliminare i nodi più resistenti. Il passo successivo è mettere a mollo la parrucca in un recipiente riempito con dell’acqua fredda: è importante evitare l’uso dell’acqua calda soprattutto nel caso in cui la parrucca sia sintetica. L’acqua fredda contribuisce alla conservazione della piega dei capelli soprattutto nel caso delle parrucche ricce. Nell’acqua, poi, vanno diluiti due cucchiaini di comune shampoo. È importante ricordare che non bisogna strofinare i capelli durante il lavaggio perché si rischia di rovinare la piega e di creare nodi. In particolare, la parrucca deve essere lavata delicatamente, muovendola dolcemente in acqua per almeno un minuto e lasciandola in ammollo per altri due minuti circa. Anche il risciacquo va eseguito in acqua fredda: è consigliabile lasciar scorrere l’acqua dall’alto in basso, senza capovolgere la parrucca, e continuare fino a quando non vi siano più tracce di shampoo.
Per quanto riguarda l’asciugatura, sono banditi phon e qualsiasi altra fonte di calore, come le piastre elettriche, perché potrebbero rovinarla irrimediabilmente. Per eliminare l’acqua del risciacquo in eccesso, in particolare, è utile avvolgerla in un asciugamano mentre, per farla asciugare essa va tenuta a temperatura ambiente per il tempo necessario. È importante, inoltre, evitare di spazzolarla fin quando i capelli sono bagnati perché potrebbero spezzarsi con maggiore facilità. Per quanto riguarda la frequenza del lavaggio essa è abbastanza variabile e dipende da quante ore al giorno la si indossa. Una parrucca indossata dalle dieci alle dodici ore al giorno, ad esempio, andrebbe lavata almeno ogni due settimane. Per mantenere bella la propria parrucca, quindi, è fondamentale tenerla lontano da ogni tipo di fonte di calore: attenzione ai fornelli, in particolare, e a non lasciarla esposta per molto tempo ai raggi solari.
Vendita: come scegliere la parrucca
Una parrucca va scelta principalmente in base alle proprie esigenze anche perché oggi la vendita di parrucche sia online che non è studiata per risolvere al meglio determinati problemi. Nei casi di parziale caduta dei capelli possono essere utilizzate le parrucche in semplice tessitura perché assicurano un’adeguata copertura e sono caratterizzate da costi relativamente bassi. Particolarmente convenienti, inoltre, sono anche quelle realizzate con l’unione della tessitura e del monofilamento. Quest’ultimo, in particolare, è inserito soltanto nelle parti della testa maggiormente esposte mentre, per quelle più nascoste, come ad esempio la nuca, è utilizzata la tessitura. La quantità del monofilamento utilizzato determina l’aumento della qualità del prodotto e conseguentemente del costo della parrucca. Dal punto di vista del supporto, quindi, le parrucche più costose sono quelle realizzate totalmente in monofilamento e a mano e sono particolarmente indicate per chi ha la pelle sensibile o per coloro che hanno subito trattamenti chemioterapici. La qualità di questo tipo di parrucche, tuttavia, è visibile a occhio nudo, perché sono quasi totalmente indistinguibili da una normale capigliatura naturale e possono essere pettinate in moltissimi modi diversi.
Per quanto riguarda la qualità dei capelli, le parrucche sintetiche sono sicuramente meno costose delle parrucche con capelli veri e naturali. I capelli sintetici, inoltre, possono offrire numerosi vantaggi tra i quali, ad esempio, la resistenza della piega all’umidità, la manutenzione relativamente più semplice e i colori sempre brillanti. Molti, tuttavia, sono anche gli svantaggi, tra i quali l’impossibilità di utilizzare qualsiasi fonte di calore, dal phon alla piastra elettrica, le comuni lacche o gel per capelli. Con una parrucca sintetica, quindi, non è facile cambiare look. I capelli naturali, invece, sono più versatili perché consentono di cambiare pettinatura spesso; l’unico svantaggio, forse, è il loro costo relativamente alto. Da notare, tuttavia, che il costo di una parrucca dipende molto anche dalla lunghezza dei capelli con cui è realizzata. Parrucche con capelli lunghi avranno un costo maggiore rispetto ad una parrucca corta. Altri fattori ugualmente importanti nella scelta della parrucca sono, inoltre, la fisionomia e il carattere della persona, il colore degli occhi, lo stile degli abiti che si indossano, le tendenze dettate dalla moda ed altro ancora. L’importante, comunque, è scegliere il prodotto che maggiormente rispecchia i propri bisogni.