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Pitture per esterni

Per scegliere le pitture adatte per gli esterni bisogna tenere conto delle loro prestazioni. Sull'etichetta delle confezioni, oltre alle istruzioni per la corretta applicazione e per l'utilizzo degli attrezzi idonei, sono sempre indicati anche i componenti della pittura, dai quali dipende il risultato finale. I prodotti in commercio sono molti e, per funzione e risultato estetico, diversi tra loro. Se la muratura è sana, si può tenere conto solo dell'aspetto decorativo, in caso contrario si deve scegliere una formulazione specifica. In ogni caso, perché la facciata sia uniforme, va sempre tinteggiata interamente con la pittura per esterno scelta preventivamente.

Quali sono i componenti

Le pitture adatte per le murature sono composte da leganti, pigmenti, cariche e additivi. Elementi molto importanti in un prodotto sono i leganti. Servono a dare origine alla pellicola continua che garantisce l'adesività della pittura al supporto. . Favoriscono inoltre l'ancoraggio stabile di pigmenti e cariche in modo da avere, nel tempo, protezione del supporto e buon risultato decorativo. I pigmenti e i coloranti servono a dare colorazione alla pittura. I primi sono polveri non solubili nel legante, mentre i coloranti sono solubili e formano pellicole molto trasparenti . Le cariche danno invece corpo alra pittura e favoriscono l'aderenza al supporto. Potenziano la resistenza agli agenti esterni aggressivi e migliorano l'azione colorante e protettiva dei pigmenti. Le cariche più usate sono: carbonato di calcio, barite, caolino, mica e talco. Gli additivi sono sostanze aggiunte al prodotto per migliorarne le prestazioni.

Dai pigmenti, il colore

Oltre a conferire la tinta alla pittura, questi componenti hanno anche altre caratteristiche. Sono coprenti, ovvero nascondono il colore del supporto e dello strato sottostante. Sono riempitivi perché mascherano le irregolarità della superficie. Sono decorativi poiché possono fare ottenere un effetto satinato, opaco o brillante. Sono protettivi e fanno da barriera contro gli agenti atmosferici. Si dividono in inorganici e organici: i pigmenti inorganici garantiscono stabilità e resistenza alla colorazione, ma hanno colori meno brillanti rispetto a quelli organici. I più noti sono il biossido di titanio, il minio di piombo e l'ossido I pigmenti organici hanno un potere colorante maggiore rispetto a quelli inorganici, ma sono meno coprenti e meno resistenti. Grazie alla brillantezza che conferiscono alla pittura, vengono utilizzati soprattutto quando si desidera ottenere tinte forti e decise come il rosso, il giallo, il viola, il verde. Il loro limite è che possono essere molto costosi. di zinco.

Tipi di pitture per esterni

Per stabilire la qualità di una pittura per esterno, bisogna tenere conto della percentuale di legante contenuta nella sua formulazione. Nelle pitture di buona qualità i leganti costituiscono almeno il 20% del prodotto. In quelle ottime il livello si aggira anche intorno al 40%.

Grassello di calce. E' a base di ossido di calcio e di magnesio. Rispetto alle pitture a base di grassello di calce prodotte in passato, quelle nuove che contengono questo componente garantiscono maggiore traspirabilità e proteggono il muro contro l'umidità. Infatti le formule recenti sono arricchite con speciali additivi acrilici. Vanno bene per supporti a base di calce aerea o con intonaco idraulico.

Le resine. Possono essere naturali o sintetiche, con prestazioni diverse. Silossaniche: formano sul supporto una pellicola porosa e permeabile al vapore acqueo, che lascia, quindi, traspirare il muro. Viniliche: hanno come caratteristica l'elasticità, che permette allo strato di pittura di adattarsi a ogni clima senza deformarsi. Acriliche: le pitture che hanno questo tipo di legante sono indicate per gli edifici in città, sottoposti, oltre che all'azione delle intemperie, a quella dell'inquinamento, perché rimangono brillanti. Naturali: possono essere di origine vegetale o animale. Spesso si utilizzano cera d'api, oli essenziali di lavanda e caolino, olio di lino, di soia, di ricino e di pesce. Le pitture che contengono le resine naturali sono a base d'acqua e sono molto resistenti. Epossidiche: sono il componente principale delle tinte adatte per supporti di cemento, quali gli smalti.

I silicati. Le pitture che hanno questi componenti possono essere applicate su qualsiasi tipo di supporto, anche cementizio. Quelle più resistenti agli agenti atmosferici e all'umidità sono addizionate con speciali catalizzatori.

Le idropitture. La loro composizione è a base di resine sintetiche in dispersione, pigmenti ad alto potere coprente e resistenti alla luce, additivi e coadiuvanti vari. Garantiscono una bassa degradabilità, un'elevata protezione contro agenti atmosferici e umidità, ma si sporcano più difficilmente. Esistono in formulazioni specifiche per svolgere azione antimuffa, fungicida, idrorepellente, anticondensa o per agire contro le efflorescenze saline. Sono disponibili in diverse varianti di colore e di effetti. Si applicano a pennello, a rullo o a spruzzo.

Idrorepellenti e traspiranti. Questi prodotti, che sono in genere idropitture, sono quasi sempre a base di resine silossaniche. Sono adatte per calcestruzzo, cemento armato, intonaco civile, vecchio e nuovo, e su pietra. Permettono di ottenere finiture lisce e opache e di mascherare i difetti del supporto, grazie all'ottimo potere riempitivo. Dopo averle diluite secondo le indicazioni del produttore riportato sull'etichetta, si possono applicare a pennello, a rullo o a spruzzo.

A reticolazione fotochimica. A differenza di quelle tradizionali a reticolazione chimica, che sono molto sensibili alle variazioni di temperatura e con il caldo tendono ad assorbire la polvere e lo sporco, queste pitture rimangono elastiche anche alle basse temperature e sono resistenti allo smog. Il loro legante è costituito da resine sintetiche reticolabili ai raggi Uv. Possono essere applicate, con lo stesso procedimento delle idropitture, su intonaci in cemento, calcestruzzo e calce.

Pitture minerali a base di silicati. Hanno come legante una soluzione di silicato di potassio, che conferisce loro traspirabilità e le rende resistenti agli agenti atmosferici e inquinanti. Rendono bene sull'intonaco grezzo, sul calcestruzzo e su supporti a base di calce e di silicati. Non sono da usare, quando la base è stata trattata con idropittura o con un prodotto a olio. Si utilizzano soprattutto nel restauro di facciate storiche e di edifici rurali. Si applicano a pennello o a rullo.

Rivestimenti plastici. Hanno come leganti resine sintetiche. Si caratterizzano per l'efficace potere coprente, l'alta resistenza ai fenomeni atmosferici e alle variazioni di temperatura e una buona adesione al supporto. Dal momento che hanno uno spessore rilevante, sono indicate quando occorre mascherare difetti della muratura o livellarne la superficie. Permettono di ottenere effetti diversi, lavorandole con attrezzi come spatola, frattazzo o rullo.

Come pitturare le pareti esterne

Le pareti esterne si pitturano fondamentalmente allo stesso modo delle altre superfici, con l'unica differenza delle dimensioni, che sono ovviamente più grandi. Come sempre, quindi, la qualità e la rifinitura del lavoro dipenderanno soprattutto dalla preparazione della superficie di fondo, preparazione che differisce leggermente a seconda del tipo di superficie.

Se si tratta di muri nuovi prima di tutto eliminate la polvere e lo sporco con una spazzola a setole rigide e rimuovete con un raschietto eventuali schizzi di cemento o di calcestruzzo. Controllate poi che non vi siano sulle pareti efflorescenze bianche, che stanno ad indicare la presenza di umidità: infatti applicando la pittura su queste zone, essa in breve tempo si sfalderebbe. Eliminate le efflorescenze con una spazzola a setole rigide ed aspettate circa due settimane per essere sicuri che la zona sia perfettamente asciutta. Trattate invece le zone ricoperte di muffa o licheni con gli specifici prodotti anti-muffa, oppure con una soluzione concentrata di candeggina. Eliminate poi con un raschietto queste formazioni e applicate una seconda mano dello stesso prodotto. Infine pareggiate la zona con malta. Quando si devono verniciare pareti in calcestruzzo, è importante sgrassarne la superficie, poiché essa potrebbe essere ancora impregnata dell'olio usato per facilitare il distacco dalla cassaforma (a questo scopo esistono in commercio schiume speciali).

Pareti già dipinte

È sempre consigliabile effettuare una preparazione delle pareti già pitturate, ed anzi questa è essenziale perché la pittura applicata all'esterno della casa costituisce un'efficace barriera protettiva.

Pitture ad olio: lavate le prima con una soluzione a base di soda e quindi risciacquate abbondantemente con acqua. Eliminate con un raschietto la pittura sollevata o sfaldata e stuccate con malta ove necessario. Ricordate di non usare mai all'esterno né gesso né stucco (anche se di quest'ultimo esistono tipi impiegabili all'esterno).

Pitture a dispersione: è sufficiente lavare con una soluzione di acqua e detersivo e quindi risciacquare. Lasciate poi asciugare a fondo prima di applicare la nuova pittura. Anche in questo caso eliminate con un raschietto le parti sfaldate, e stuccate con malta ove necessario.

Pitture per cemento: queste e altri tipi di pitture non lavabili sono state molto usate in passato per grandi superfici esterne, soprattutto per il loro basso costo. Esse però, dopo un certo tempo, tendono a polverizzarsi, e bisogna evitare di lavarle per non indebolirle ulteriormente; la nuova pittura potrebbe non fare una buona presa su di esse. È perciò necessario spazzolare energicamente la parete, eventualmente anche usando il raschietto, fino ad ottenere un fondo assolutamente compatto, sul quale applicare una mano di fissativo che costituirà un'ottima base per la pittura di rifinitura.

Pareti umide

Prima di pitturare le pareti che presentano segni evidenti di umidità o di muffa, è necessario trattarle adeguatamente. Nei punti dove l'umidità è più probabile che sia presente, come alla base delle pareti a contatto con il terreno, sarà necessario applicare una mano di fondo a base bituminosa e lasciarla asciugare completamente.

Pareti con presenza di muffe

La muffa è presente sulle superfici esterne là dove l'umidità ristagna. Questo può avvenire per varie cause, non ultima la presenza di tubazioni non stagne. Per rimuovere la muffa, trattate prima le zone interessate con uno dei tanti prodotti specifici in commercio e quindi eliminatela con una spazzola a setole rigide e con un raschietto. Applicate una seconda mano della soluzione anti-muffa e lasciatela asciugare (maneggiate questi prodotti, soprattutto il flacone concentrato, con cautela, usando guanti di gomma ed, eventualmente. occhiali di protezione). Solo dopo questo trattamento, si potrà applicare alla parete un fondo speciale o un fissativo.

Pitture speciali

Oltre alle pitture a dispersione, di prezzo modico e di qualità media, esistono pitture speciali le quali, grazie all'aggiunta di resine, che ne migliorano le caratteristiche di durata e di resistenza all'umidità, conferiscono alla parete una rifinitura ottimale. La capacità coprente di queste pitture è di solito circa la metà di quelle a dispersione; il consumo sarà all'incirca di 1 litro per 6 mq (variabile a seconda della capacità di assorbimento del fondo). Saranno necessarie quasi sempre due mani per rifinire bene le pareti.

Pennellessa, rullo e pistole a spruzzo

rullo con manico

La pittura deve essere applicata con una pennellessa o con un rullo. Il rullo è molto più veloce della pennellessa e può essere montato su un lungo manico (a diverse sezioni con innesti a baionetta) ma per gli angoli e per le piccole superfici è sempre necessaria la pennellessa. Per pareti con intonaco liscio è meglio impiegare il rullo che la pennellessa; il contrario invece accade per le superfici molto ruvide (anche se si potrebbe sempre usare un rullo a pelo lungo). Non usate mai sulla scala un comune contenitore per la pittura, ma uno munito di staffe per poterlo agganciare ai pioli. Se non volete usare il rullo, scegliete una pennellessa di almeno 100-150 mm di larghezza. Ricordate che quelle con setole in nylon o in altre fibre sintetiche resisteranno meglio all'azione abrasiva degli intonaci ruvidi di quelle in setole naturali.

Quando la superficie da dipingere è molto estesa, come nel caso di una facciata, conviene utilizzare la pistola a spruzzo al posto del pennello e del rullo, se il tipo di pittura scelta lo permette. In commercio sono reperibili le pistole a spruzzo ad aria e quelle senza aria, riservate a un uso professionale. Nel primo caso lo strumento è azionato da un compressore ad aria. Prima dell'uso, si deve regolare la pressione, in base alla viscosità del prodotto. La pistola deve essere sempre pulita bene. Durante l'uso, va tenuta perpendicolare alla superficie, a una distanza di circa 20 cm. Meglio proteggersi con occhiali e mascherina. La pittura si applica a strati alternati: uno orizzontale e uno in verticale.

Consigli utili

Nella maggior parte dei casi le pareti esterne sono più estese e più alte di quelle interne. Di conseguenza, può risultare necessario l'ausilio di un qualche ponteggio (ricordate inoltre di seguire sempre un preciso schema di lavoro per ottenere una superficie perfettamente omogenea). I ponteggi consentono una maggiore comodità e sicurezza del lavoro oltre ad essere obbligatori per determinate altezze. Abbiate l'avvertenza, comunque, di posizionare il ponteggio alla giusta distanza dalla parete, per poter agevolmente prepararla e pitturarla senza bisogno di successivi completamenti che, inevitabilmente, resterebbero visibili. In molti casi, tuttavia, l'impiego di una scala, a più allungamenti, è sufficiente. Quando lavorate molto in alto, applicate un distanziatore alla scala; esso ne aumenterà la stabilità e permetterà tra l'altro di appendere in posizione comoda lo speciale contenitore della pittura. Allungate la scala in modo da poter lavorare sul punto più alto della parete.

pittura delle pareti esterne

Una elementare norma di sicurezza è quella di avere, come impugnatura per le mani almeno 4 pioli al di sopra di quello ove poggiano i piedi. Sistemate la scala in modo da poter lavorare fino alla estremità destra della parete (o la sinistra, se siete mancini). Nel primo caso, completate prima la parete alla destra della scala, quindi spostate la scala verso sinistra e lavorate sul settore adiacente seguendo lo schema mostrato nella figura accanto. Proseguite orizzontalmente lungo la parete fino a che non ne raggiungete l'estremità sinistra. Sistemate ora la scala in modo da poter lavorare sul settore sottostante, e così via. Se la mancanza di luce o le condizioni del tempo vi costringono ad interrompere il lavoro, dovreste cercare di terminare sempre in un punto in cui la zona di unione tra la pittura asciutta e quella fresca sia poco visibile (sfruttando un tubo che scende sulla parete, la presenza di una finestra o di una modanatura, ecc.).

pennellessa nel sacchetto

Cercate sempre di applicare la pittura in giornate dal clima caldo ed asciutto. Il forte freddo o il gelo possono infatti rovinare il lavoro, come anche la pioggia. La prima mano di pittura, se viene applicata su superfici ad alto potere di assorbimento, può essere diluita maggiormente, sempre entro le percentuali consigliate dal fabbricante. Immergete a fondo la pennellessa o il rullo nella pittura ed applicatela in tutte le direzioni. Non "tirate" troppo la pittura, poiché una buona finitura prevede uno spessore almeno doppio di quello, ad esempio, degli smalti usati per le finestre. Macchie e schizzi è meglio eliminarli subito con una spugna bagnata. Durante le brevi pause del lavoro mettete la pennellessa o il rullo in un sacchetto di polietilene a tenuta d'aria per evitare che la pittura si secchi (potete avvolgerli anche in una pellicola di alluminio, del tipo usato per gli alimenti). Finito il lavoro, pulite immediatamente tutta l'attrezzatura usata con acqua saponata e lasciate asciugare a fondo pennelli e rullo prima di riporli.

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