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Tegole: tipi di tegole, montaggio e fissaggio delle tegole

Le tegole servono a proteggere la nostra casa dal freddo, dalle piogge, dalla neve e da altri agenti atmosferici che si trovano nell’'aria. La parola “tegole” proviene dalla lingua latina “tegere” uguale coprire. Oggi in vendita vi è un’'infinità di tegole per tutti i tipi di coperture, di varie grandezze, colori e cosa principale di materiale diverso. Sono composte di materiali leggeri, ma sono anche molto resistenti.

Maggiori tipi di tegole

La copertura di una casa può essere eseguita con diverse tecniche che sono essenzialmente di due tipi: coperture a spioventi e tetti piani. La scelta della tegola può anche essere soggettiva, ma è sempre meglio documentarsi prima in modo scrupoloso. Vi sono tanti tipi di tegole. Le tegole in cotto sono ideali per le villette in campagna. Le tegole in calcestruzzo conferiscono un effetto di ceramica e si trovano di colore bianco o marrone scuro. Le tegole marsigliesi naturali sono di varie tonalità di marrone, dalla testa di moro al caffè, al beige. Le tegole di plastica ondulata sono di fibra naturale e sono disponibili in tantissimi colori, rosso, verde, nero, bruno ecc. Le tegole canadesi sono diverse da quelle elencate finora, perché all'’interno di ogni tegola vi è un feltro che contribuisce a proteggere dal freddo e quindi sono tegole consigliate nelle località dove fa molto freddo come i paesi di montagna dove nevica spesso. Vi sono anche coperture per il tetto in lastre d’'acciaio: queste sono indicate per i capannoni adibiti al deposito merci o anche per strutture commerciali. Vi sono anche tetti di tavolo in legno di castagno, questi sono ideale non solo come tegole per una casa, ma anche per realizzare soppalchi o solai.

tegole

Dopo questa breve panoramica sulle maggiori tipologie di tegole che oggi si trovano in commercio, possiamo affermare di avere solo l'’imbarazzo della scelta. Ricordiamo che le tegole che acquisteremo dovranno garantire sicurezza, e devono essere montate in modo tale che, se comincia a piovere, non si allaghi la casa. Certo, si deve guardare anche l'’estetica quindi la tonalità di colore delle tegole sarà inerente al colore della struttura della villetta. Per costruire un tetto con le tegole dovete anche attrezzarvi con tutto il materiale che vi potrà servire, quindi iniziate a compilare un elenco così quando andrete a comprare le tegole sarete pronti per acquistare anche tutto il materiale per la messa in opera. Riguardo ai prezzi delle tegole variano da modello a modello; comunque vanno comprate a metro quadrato.

Tecniche di copertura con le tegole

Gli interventi per i dilettanti devono essere limitati alla copertura del tetto con le tegole. Se si deve lavorare, mi raccomando di controllare varie dinamiche di sicurezza, indipendentemente dal tipo di copertura che andrate ad utilizzare. Sia se utilizziate tegole di coppi o tegole marsigliesi, le più leggere, o ancora vogliate realizzare un tetto con le lastre di fibrocemento; anche se usate le tegole con rivestimento in lamiera o una copertura di tegole in lamiere o in lastre di plastica ondulata si deve stare sempre attenti. Anche la pendenza del tetto può essere pericolosa, quindi massima attenzione si raccomanda. Per un lavoro sui tetti, sia di riparazione di tegole, o di qualsiasi tipo di copertura si tratti, si deve tener conto sempre delle condizioni meteorologiche del tempo; non si andrà sui tetti quando piove o nevica e neppure quando il tetto è bagnato o nelle ore più fredde quando può’ essere coperto dalla brina: un lavoro in queste condizioni è estremamente pericoloso, uno scivolone può diventare inarrestabile, per questo è necessario calzare scarpe leggere e con la suola di gomma.

Se dovete operare nei pressi della gronda, per la sostituzione di varie tegole, è consigliabile muoversi con doppia prudenza, usate una fune di sicurezza legata ben saldamente in vita e ancorata in un luogo sicuro, in questi casi è sempre meglio lavorare in due, mentre uno rimane in luogo sicuro avendo sotto controllo la situazione, l'’altro con la fune di sicurezza provvederà alla riparazione delle tegole da cambiare. Quando il tetto è rivestito con tegole curve, per evitare di romperle camminandovi sopra, fate in modo che il piede posi sempre contemporaneamente su due tegole contigue. Camminate con le ginocchia leggermente flesse posando delicatamente il piede sulle tegole prima di posarvi il peso del vostro corpo. Se il tetto è invece rivestito con tegole marsigliesi posate il piede sui punti di sovrapposizione trasversali delle tegole, sotto di esse, infatti, vi sono certamente dei listelli di sostegno e la tegola non è sollecitata dalla flessione; facendo in modo diverso rischiate di rompere le tegole e di ferirvi a una gamba. L'’equipaggiamento è uguale con l'’aggiunta di un po'’ di filo di ferro. Se la pendenza del tetto è molto elevata, non si può lavorarvi sopra senza l'aiuto di strumenti ausiliari, fra questi le scale a uncino, le passerelle e le impalcature. E' chiaro che in queste circostanze si lasceranno anche i lavori semplici alle mani di esperti operai.

Riassettare le tegole

Risistemare le tegole è un lavoro non molto difficoltoso che però deve essere eseguito con la massima precisione per evitare danni peggiori. Le tecniche si differenziano in relazione al tipo di copertura del tetto. Iniziamo con il tetto tipico: quello rivestito in coppi.

La tecnica di sistemazione delle tegole curve è molto semplice, ma deve essere eseguita a puntino per evitare infiltrazioni o danni al tetto. Disponete il primo strato di tegole con la concavità in alto, la parte più stretta delle tegole verso la gronda, due tegole contigue si toccheranno solo nel punto più largo, in basso invece, resterà fra loro un certo spazio. Disponete sulla prima fila tre o quattro tegole (non di più perché sarete in difficoltà poi nel sistemarvi sopra il secondo strato.) Sistemate per queste la seconda fila, sempre con la concavità in alto. La sovrapposizione fra una tegola e l’'altra deve essere di circa 10 cm se inferiore o superiore si avranno delle infiltrazioni. Passate poi alla terza fila e quindi ritornate alla prima su cui poserete il secondo strato con la concavità in basso e la parte larga verso la gronda. Il lavoro sul primo strato deve avere sempre almeno una riga e una fila di vantaggio sul secondo strato. Ancorate le tegole del primo strato disposte lungo un timpano su un letto di malta cementizia, stendete un buon cordolo di malta cementizia, quando sarete giunti al colmo del tetto con entrambi gli spioventi, per unire fra loro le ultime dei due spioventi, disponete su di esse una riga di tegole nel senso del colmo stesso.

Quando una tegola si rompe, si può semplicemente sostituire con una nuova oppure con due mezze tegole procedendo in questo modo; usate il pezzo più grande della tegola rotta con l’'aggiunta di un altro pezzo di tegola (non l’'altro frammento della stessa). Togliere la tegola rotta e posatela, con la concavità in basso, a cavallo di una tegola vicino, levare anche la tegola inferiore e quella superiore di quella rotta, posandole com'’è scritto in precedenza. Esaminate con attenzione lo stato d'’integrità delle tegole sottostanti, nel caso che uno o due di queste fossero rotte le sostituirete con quelle integre appena tolte; conviene, infatti, usare tegole nuove per lo strato superiore che è più esposto. Togliere via le tegole dello strato inferiore, levando provvisoriamente anche una o due tegole dallo strato superiore nelle file adiacenti alla zona danneggiata, passate poi alla posa dello strato inferiore e alla sistemazione dello strato superiore cominciando dal basso verso l’alto.

Tegole marsigliesi

La marsigliese è una tegola speciale, piatta e con molte nervature e incastri. Si monta su listelli, oppure su tavelloni con nervature, le tegole s'’incastrano fra loro. Completate il lavoro, una volta che le tegole sono state messe in opera, con legatura in filo di ferro che ancorerà le tegole ai tralicci di sostegno. Ogni tegola, infatti, è provvista di un'’orecchietta forata entro cui s'’inserisce il filo di ferro, non dovete portare a termine questa legatura se la struttura portante però è realizzata in muratura con giusti tavelloni armati. Chiudete il colmo usando le stesse tecniche viste per tegole le curve, posate sul cordolo di malta apposite tegole conformate in modo da agganciare quelle dell'’ultima riga dei due spioventi.

Un aspetto molto interessante delle tegole marsigliesi sta nel fatto che ne occorrono molto meno per la copertura di un metro quadrato. A differenza, infatti, dei quaranta coppi necessari, con solo quindici marsigliesi si copre la suddetta misura. Il loro peso è un po’' superiore, ma il peso di un metro quadrato di copertura è uguale circa a metà di quello delle tradizionali tegole curve. Di conseguenza la struttura portante può essere leggera, oppure avere una maggiore capacità di sostenere carichi, ad esempio un'’abbondante nevicata. La stessa forma di queste tegole le rende meno soggette ai danni causati dal vento.

Se dovete riparare un tetto coperto con tegole marsigliesi, sarà necessario, per prima cosa, staccare la tegola rotta dal listello sottostante. Poi prendete la tegola nuova con la mano sinistra, mentre con la destra sollevate un po'’ sia le tegole di destra sia quelle della riga superiore, mettete in sede la tegola nuova. Riabbassate le tegole appena alzate accertandovi che le rispettive nervature si inseriscano tra loro, eseguite la legatura delle tegole. In zone ventose e con supporti in listelli, eseguite il lavoro dal sottotetto, non legate, invece le tegole sui tavelloni. Dato che con poca luce e con le tegole tutte uguali non sarebbero facili individuare quella appena posta, si consiglia, prima di metterle in opera, di legarla a un pezzo di spago colorato di 30 cm che penzolando nel sottotetto guiderà alla regola giusta.

Come riparare il colmo del tetto

Se dovete eseguire riparazioni di emergenza utilizzando frammenti di tegola, tenete conto che se i frammenti sono troppo corti le loro estremità sovrapposte finiscono per accavallarsi le une sulle altre producendo un rigonfiamento del tetto, questa “ gobba” ridurrebbe o annullerebbe la pendenza, causando di conseguenza una sicura infiltrazione. Per evitare questo inconveniente, quando si scoprono delle infiltrazioni e non si hanno a disposizione le tegole necessarie per la riparazione, è consigliabile rimandare i lavori e ricorrere a un foglio di plastica inserendolo provvisoriamente sotto le tegole.

Il colmo del tetto è una parte meno soggetta a guasti, tuttavia, quando sotto l'’azione di agenti atmosferici, la malta con cui sono ancorate le tegole di colmo inizia a sgretolarsi, l'’intero tetto è in pericolo. Se un colpo di vento stacca via una di queste tegole, l'’azione disgregatrice degli elementi procede spedita sulla malta sottostante e il tetto perde la sua coesione proprio nel punto più delicato. In basso, infatti, verso la gronda, le tegole sono ancorate dal peso di quelle sovrastanti, ma al colmo, se manca la cordonatura di malta, l'’ancoraggio è nullo.

Staccate via con circospezione, usando un martello e uno scalpello, le tegole rotte. Accostatele sullo spiovente vicino accertandovi che siano ben stabili e non scivolino via. Staccate sempre con lo scalpello la malta sottostante fino a trovare la struttura portante, preparate una malta cementizia molto grassa (una parte di cemento e due di sabbia.) Colmate abbondantemente con questo impasto il canale che si era così creato sul colmo fino a costruire un buon letto fra le tegole. Sistemate fra una tegola e l’'altra degli spioventi adiacenti, incastrandoli nella malta, dei frammenti di tegola che rafforzino il cordolo di colmo e agevolino il deflusso dell'’acqua sugli spioventi. Spero di essere stata chiara, comunque la cosa molto importante è sempre stare molto attenti, non dimentichiamo che ci troviamo molto in alto quindi una mossa improvvisa può rivelarsi fatale.

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