L'acne è provocata da un'infiammazione dell'apparato sebaceo follicolare che, in genere, inizia in età adolescenziale per poi terminare in età adulta, intorno ai 20 anni. La cute si presenta più spessa e oleosa. Questo disturbo causa inestetismi quali punti neri, brufoli, pustole, papule, ascessi, cicatrici e macule provocati da un'aumentata attività delle ghiandole sebacee con la conseguente variazione di sebo: aumentano in modo eccessivo i lipidi saturi e diminuiscono gli acidi insaturi. Le cellule situate in superficie che compongono lo strato corneo vengono, di norma, eliminate da lavaggi e detersioni giornaliere, a volte però accade che invece di essere asportate con facilità si attacchino rimanendo nei follicoli, derivanti dalle ghiandole sebacee. Quando questi vengono chiusi e ostruiti si formano i cosiddetti comedoni (o punti neri). Le cause determinanti l'acne possono tuttavia essere anche altre: eccesso di androgeni, stress, flora microbica, gravidanza, farmaci, cortisonici. L'unica certezza dell'acne è quella di rappresentare il tormento delle giovanissime ma anche la seccatura di molte donne sopra i 30 anni. Non crea solo disagio ed imbarazzo ma anche, se a stadi avanzati, problemi seri sulla pelle, come macchie e cicatrici che poi dovranno essere eliminate con peeling e laser (dai costi non così bassi). Ecco una guida utile che va dai detergenti mirati per contrastare i primi brufoli, ai farmaci più efficaci nelle forme acute, fino ai trattamenti per attenuare le cicatrici. Vediamo, quindi, come si combatte oggi il nemico n.1 della pelle!
L'acne: un problema che interessa la pelle del viso
Qualsiasi lesione che si presenti sulla pelle, per quanto benigna possa apparire va controllata da un dermatologo. In alcuni casi, queste lesioni sono la manifestazione esterna di un processo grave che, scoperto in tempo, non avrà conseguenze. La pelle è molto facile ad ammalarsi per tre ragioni: primo, la sua localizzazione, secondo la dipendenza dal resto del corpo e terzo perché la stessa pelle tende ad avere un funzionamento carente.
Fra le diverse malattie che esigono assolutamente la visita di uno specialista fin dal primo momento in cui si manifestano, vi sono proprio le malattie della pelle. E ciò è dovuto a numerose ragione. In primo luogo, sono difficili da distinguere le une dalle altre e, quasi sempre, solo lo specialista è in grado di farlo. Tanto lo stesso malato quanto coloro che credono di avere una certa esperienza e che, senza essere medici, sono sempre pronti a dare consigli non richiesti non sono capaci di offrire una diagnosi affidabile in questi casi. Perché, con molta frequenza, dietro a un aspetto dei più insignificanti (un arrossamento, delle tacche, o altre piccole anomalie) si può nascondere una grave infermità, come, per esempio, la sifilide, che soltanto un trattamento precoce e adeguato può controllare. Qualsiasi perdita di tempo, qualsiasi negligenza o tentativo di cura autoprescritta corrono il rischio di essere altamente dannosi. Inoltre, esistono numerose dermatosi (malattie della pelle) che, trattate erroneamente, si aggravano e richiedono, con abbastanza frequenza, che la prima fase del trattamento imposte dal dermatologo consista proprio nel porre rimedio ai danni così prodottisi.
Tutti credono di riconoscere l'acne, caratterizzata da accumuli di granuli che colpiscono gli adolescenti, soprattutto al volto. Spesso, l'eruzione cessa verso i vent'anni. Per questo, nella maggioranza dei casi non si consulta il dermatologo, soprattutto quando una continua pubblicità raccomanda l'uso di numerosi prodotti commerciali, a volte efficaci e a volte inefficaci. Ciò nonostante, non bisognerebbe trascurare la cura dell'acne, soprattutto perché oggi esistono mezzi efficaci per combatterla. L'acne a volte sfigura la persona che ne è colpita, esattamente nell'età in cui si è molto sensibili all'estetica personale, per cui si possono avere gravi conseguenze psicologiche. Alcune acni lasciano cicatrici indelebili che marcheranno l'individuo per tutta la vita. In certi casi di acne, alcuni batteri del genere degli stafilococchi infettano gravemente le ferite, esponendo il malato a rilevanti complicazioni generali. Da ultimo, bisogna segnalare che l'acne può essere dovuta a errori commessi nell'igiene personale che la malattia rende manifesti. Per tutto questo, non bisogna prendere l'acne alla leggera, ed è il dermatologo a dover prescrivere la cura antiacne adatta e a controllarne l'evoluzione.
Insieme alle pomate e alle diverse lozioni, oltre alla fisioterapia (cioè l'uso di elementi naturali, come luce, calore, aria, acqua, esercizio fisico, ecc.), può essere utile prescrivere determinati trattamenti generali. Però, qualunque sia la forma in cui si manifesta l'infezione, è essenziale fare la seguente raccomandazione: "non si devono schiacciare i granuli perché ne esca il pus, cosa che, sfortunatamente, tutti tendono a fare". Tali pratiche servono soltanto a inoculare i granuli vicini che, fino a quel momento, erano sani. Inoltre, con questo si corre il rischio di determinare cicatrici indelebili.
L'acne giovanile, l'acne rosacea, l'acne ipertrofica e l'acne tossica
Esistono quattro tipi principali di acne: giovanile, rosacea, ipertrofica e tossica.
La prima, l'acne giovanile, determinata da batteri chiamati streptococchi, stafilococchi e i corynebacterium acnes, può presentare cicatrici, ascessi e cisti causati da un'interruzione dell'apertura della ghiandola sebacea tuttavia, in genere, formata soprattutto da comedoni e macchie rossastre. È un tipo di acne che generalmente scompare da sola verso i 20 anni d'età.
L'acne rosacea colpisce maggiormente i maschi in giovane età e le donne in età adulta. Si presenta con arrossamenti localizzati su guance e naso, seguiti da piccole pustole. Non appare mai repentinamente, ma è caratterizzata da periodi in cui il disturbo si evolve più o meno intensamente. A differenza dell'acne giovanile può affliggere anche in modo permanente. Le cause non sono ancora ben conosciute ma si pensa che sia dovuta a disfunzioni ovariche e gastrointestinali. Si presenta con maggior frequenza nei soggetti nervosi.
L'acne ipertrofica non è una semplice infiammazione, ma si presenta sottoforma di piccoli tumorini che vanno asportati con strumenti chirurgici. Si possono intravedere pustole, vene dilatale e naso ingrossato.
L'acne di tipo tossico è provocata da un utilizzo improprio di farmaci a base di sostanze che possono causare, a lungo andare, un'intossicazione all'organismo quali per esempio, bromuro e iodio, dal contatto continuo con cloro e catrame. Quando compare tale disturbo si possono notare macchie bluastre, pustole e noduli.
Le cause dell'acne
Come combatte l'acne? E' sicuramente la domanda che tutti i giovani o chi ne è affetto si chiede fin dalla prima manifestazione. Combatterla, soprattutto se si tratta di acne al primo stadio, è abbastanza semplice ma solo se si usa tanta perseveranza e costanza nella pulizia come semplici accortezze, ad esempio nel trucco. Prima di capire come combatterla efficacemente bisogna partire da una constatazione: a cosa è dovuta la mia acne? Un primo criterio è quello dell'età.
In genere l'acne persiste fino ai 18-20 anni. In alcune persone può manifestarsi un pò più tardi, intorno ai 16-17 anni, e in questi casi si protrae un pò più a lungo. In alcuni individui, l'acne può scomparire diverse volte per esplodere nuovamente dopo un pò di tempo (spesso dopo molto stress accumulato), guarendo in maniera definitiva soltanto verso i 30 anni. Di acne soffrono soprattutto gli adolescenti, fra i 14 e i 19 anni. Ma anche le donne fra i 30 e i 40 hanno problemi di acne, una vera e propria malattia, che compare con maggior frequenza in primavera e in autunno, due periodi dell'anno in cui gli ormoni androgeni (gli ormoni sessuali prodotti principalmente nell'uomo dai testicoli e nelle donne dalle ovaie) hanno una maggiore attività. Ma l'acne oggi si può curare con successo, grazie alle numerose terapie disponibili. Ecco dunque come riconoscerla e affrontarla.
Molte sono le cause dell'acne:
Ereditarietà (se il padre o la madre in passato hanno sofferto di acne anche i figli ne sono soggetti); stress; cisti alle ovaie; farmaci, tra cui cortisone, vitamina B12, acido folico, antidepressivi; cosmetici: alcune sostanze aggiunte nella preparazione (per esempio lanolina o vaselina) possono occludere i pori della pelle. Quindi, è meglio rivolgersi al dermatologo prima di scegliere un prodotto per il viso, da giorno e da notte. L'ideale sono le emulsioni fluide o i gel che contengono sostanze rinfrescanti e astringenti, oltre che antisettiche e antibatteriche; inquinanti atmosferici (possono causare irritazione dei dotti piliferi, favorendo la loro infiammazione e occludendo i pori). Va evitata, infine, la lampada abbronzante. All'inizio può migliorare l'aspetto della pelle, ma il calore favorisce la produzione di sudore, che si mescola al sebo occludendo i pori e peggiorando la situazione.
L'acne giovanile
L'acne si manifesta principalmente sul viso e sul collo, ed è dovuta ad una maggiore attività ad opera delle ghiandole sebacee. Di solito si manifesta principalmente nella pubertà, quando nei ragazzi e nelle ragazze aumenta la produzione degli ormoni sessuali. In particolare, gli androgeni (presenti soprattutto nei maschi ma in minore quantità anche nelle femmine) sono ormoni prodotti dagli organi genitali e dalle ghiandole surrenali che, oltre a garantire una sana funzionalità sessuale, regolano l'attività e le dimensioni delle ghiandole sebacee presenti sottopelle.
L'aumento degli androgeni provoca una serie di reazioni a catena: le ghiandole sebacee aumentano la loro dimensioni e producono maggiore sebo, che tende a creare delle vere e proprie ostruzioni di sebo ovvero grasso che tappano il dotto pilifero. Tale raccolta di sebo, assieme ad altre sostanze, genera l'insorgenza dei comedoni chiusi e dei comedoni aperti.
Il comedone si manifesta come un punto nero (o bianco) considerato la prima e iniziale manifestazione dell'acne (detta appunto "comedonica"). Nei comedoni chiusi, sotto la pelle si creano papule di piccole dimensioni, gonfie e rosse, causate da batteri "anaerobici" come il Propionibacterium acnes, che scatena in breve tempo l'infiammazione del comedone e il sebo non è più in grado di fuoriuscire. Quando l'acne giunge a questo stadio viene chiamata "infiammatoria".
Nei comedoni aperti, il dotto pilifero non è completamente chiuso, quindi il materiale che vi è all'interno fuoriesce all'esterno, anche se, per la presenza della melanina, diventa di colore scuro. Ma non è tutto. Dei piccoli microrganismi entrando nella ghiandola sebacea già infiammata potrebbero portare ad un'infezione del comedone. Poi ci sono altri batteri, infine, che producono una sostanza densa e viscosa, il pus. Quando succede, sulla pelle nascono dei foruncoli sul rosso, le papule, che possono infettarsi e riempirsi di pus, trasformandosi in pustole, che nella parte terminale presentano una tipica punta giallastra. Quando raggiunge questo livello, l'acne viene detta "pustolosa", ed è la forma tipica dell'età adolescenziale. Se i processi infiammatori si riproducono continuamente in modo particolarmente aggressivo, possono rimanere sottopelle residui di sebo, tossine e cellule morte, dando luogo a noduli e cisti di diametro anche di un cm. Si tratta della forma più grave di acne, detta "conglobata" o nodulo cistica.
L'acne tardiva: perchè l'acne a 30 anni?
Ultimamente si registra in crescita il numero delle persone, e specialmente delle donne, che soffre di acne anche dopo i 20 o i 30 anni. Nella maggior parte dei casi, è una presecuzione eccessiva dell'acne adolescenziale: in pratica, non si assesta mai l'assetto ormonale della persona, le ghiandole cutanee continuano a secernere molto sebo e a determinare la comparsa dei brufoli.
In via eccezionale, invece, l'acne potrebbe derivare da un problema "tardivo", che insorge cioè per la prima volta a 25-30 anni: in questi casi, all'origine la causa potrebbe essere dovuta alle ghiandole surrenali (dove viene prodotta parte degli ormoni androgeni) oppure, nelle donne, con problemi all'ovaio policistico.
Ma come mai oggi è così frequente? Se oggi l'acne interessa un numero crescente di adulti, probabilmente dipende dal fatto che sono sempre più numerose le persone che soffrono di stress. E lo stress, guarda caso, provoca proprio una maggiore produzione da parte delle ghiandole surrenali di ormoni, tra cui gli stessi androgeni responsabili della secrezione del sebo. Il fatto che siano soprattutto le donne a soffrire d'acne da adulte è evidentemente un sintomo di come lo stress sia sempre più un fenomeno che interessa l'universo femminile.
Come si cura? Dipende dalla causa scatenante. L'acne "tardiva" si può curare con la pillola (se all'origine c'è l'ovaio policistico o disturbi ormonali), oppure con un ciclo di antibiotici (se all'origine c'è lo stress o altre cause temporanee). Se invece si tratta di acne persistente, occorre valutare perché i livelli ormonali non sono ancora in equilibrio e considerare una cura con isotretinoina.
Terapie che non servono a nulla
Prima di dare uno sguardo alle cure e ai trattamenti che possono risolvere il problema (in base allo stadio in cui si trova) bisogna innanzitutto sfatare alcune credenze e abitudini di solito utilizzate per combattere l'acne.
- La pulizia del viso fai-da-te e l'eliminazione dei brufoli e dei punti neri con le dita non aiuta affatto a migliorare l'aspetto del viso, perché il suo unico effetto è quello di lasciare segni rossi e cicatrici che rimarranno più a lungo sul viso.
- L'alimentazione non è responsabile dell'acne. L'acne dipende dall'eccesso di sebo, dai livelli di alcuni ormoni e dalla presenza dei batteri sulla pelle, che non hanno nulla a che fare con gli zuccheri o i grassi consumati. Quindi, sono assolti cibi come salumi, patatine fritte e cioccolato, un tempo ritenuti responsabili della comparsa dei brufoli. Tuttavia, è vero che una dieta equilibrata, ricca, cioè di frutta e verdure e con pochi fritti e grassi, fa bene all'organismo e, quindi, anche alla pelle.
- Non è vero che il sole o le lampade abbronzanti riducono l'acne, anzi ne favoriscono la comparsa: per combattere l'eccessiva secchezza provocata dai raggi ultravioletti, infatti, nei giorni successivi all'esposizione la pelle aumenta la produzione sebacea o comunque il sudore che si espelle durante l'esposizione va ad occludere ancor di più i pori.
- Non è vero che il trucco peggiora l'acne. È stato dimostrato che l'uso del fondotinta e dei cosmetici oil-free non influisce con la formazione dei comedoni. Può invece aiutare a camuffare le lesioni presenti sul viso.
- Gli integratori di vitamine del gruppo B (come il lievito di birra) spesso consigliati per purificare la pelle, sono invece controindicati perché possono favorire la comparsa dei comedoni nelle persone che soffrono di acne.
Possibili cure contro l'acne
Per curare l'acne è indispensabile evitare il fai da te e rivolgersi a un dermatologo. Per combatterla esistono diverse soluzioni:
- 1- Farmaci per via orale. Il più nuovo è la tretinoina: derivata dalla vitamina A, si usa per 3-5 mesi nelle forme più resistenti e agisce direttamente sulle ghiandole sebacee, rinforzandole e rendendole meno sensibili alle stimolazioni ormonali.
- 2- Peeling all'acido glicolico o salicilico: sono trattamenti eseguiti dal dermatologo nei casi di acne leggera. Eliminano i comedoni e regolarizzano la produzione di sebo (occorrono 3-4 sedute a distanza di 1-2 settimane: costo: 150-20O euro a seduta).
- 3- Laser: si usa il tipo a diodi, che agisce sul follicolo infiammato (occorrono circa 10 sedute a distanza di 7 giorni; costo: 150 euro a seduta.
- 4- Biorisonanza: utilizza le onde a radiofrequenza indirizzate direttamente sui brufoli (occorrono 3-5 sedute 2 volte alla settimana; costo: 100 euro a seduta.
- 5- Igiene e pulizia quotidiana. Infine, l'acne si combatte anche a casa seguendo poche e semplici regole di igiene quotidiana. Eccole. Per pulire la pelle utilizzare mattino e sera detergenti leggeri non schiumogeni, diluendoli in acqua tiepida; la pulizia va completata con un tonico leggermente astringente, non alcolico, tamponato sul viso con un dischetto di cotone. Se l'acne presenta segni di irritazione, usare detergenti antisettici e terminare il lavaggio con un gel o una lozione astringente, ricche di sostanze lenitive, come ossido di zinco o allantoina, oppure con prodotti naturali, come camomilla, calendula o hamamelis.
Le cure quotidiane se è al primo stadio
Al primo posto per la cura e il trattamento dell'acne i dermatologi sono concordi: la pulizia quotidiana del viso è importantissima per cominciare bene. La regola d'oro tuttavia, è proprio quella che meno viene seguita dai giovani ragazzi e ragazze, cercando un metodo più veloce e meno attento. Soprattutto quanto l'acne è all'inizio, ma anche quando si affaccia agli stadi più gravi, la detersione e la scelta dei prodotti giusti è fondamentale per togliere dal viso il sebo in eccesso, purificare la pelle ed impedire che i comedoni si infettino provocando un peggioramento dell'acne. Le cure quotidiane antiacne per il viso prevedono quindi detersione mirata, esfoliazione leggera, ma anche idratazione, indispensabile per evitare che la pelle si secchi troppo e reagisca aumentando la secrezione di sebo.
La detersione deve essere non solo accurata ma anche costante, al mattina e alla sera, per eliminare dal viso l'eccesso di sebo ma anche la polvere e i residui di trucco che ostruiscono i pori e possono favorire le infiammazioni. La prima regola é evitare qualsiasi detergente aggressivo a base di tensioattivi (sono le sostanze lavanti), che impoveriscono la barriera di protezione della cute provocando, per reazione, una maggiore secrezione di sebo da parte delle ghiandole sebacee. Per la pulizia quotidiana i dermatologi consigliano, invece, l'uso di latti detergenti leggeri a risciacquo, che pur purificando in profondità la pelle, ne rispettano il pH e non la seccano mai eccessivamente. Si applicano utilizzando dei dischetti di cotone fino a quando non ci sono più residui da eliminare, e poi si risciacquano con acqua tiepida.
Le creme per la detersione e la pulizia dell'acne del viso
Dopo la detersione mattutina, è bene ricordarsi di applicare un idratante specifico per le pelli impure. Si tratta in genere di gel e creme non grasse (oil-free) che combinano l'azione idratante, indispensabile per mantenere l'equilibrio idrico della pelle, con quella sebo-regolatrice. Le nuove formulazioni, sempre più attente alle diverse esigenze della pelle impura, contengono anche principi attivi dalla delicata azione esfoliante come l'acido salicilico o l'acido lattico, che favoriscono il distacco delle cellule morte evitando che si ostruiscano i pori, e agenti assorbenti che impediscono la comparsa di zone lucide garantendo alla pelle un aspetto mat per tutta la giornata.
I prodotti idratanti possono essere usati tranquillamente come base del trucco. Quest'ultimo, infatti, non è affatto controindicato nell'acne, a differenza di quanto generalmente si pensa, perché non interferisce con la spontanea evoluzione dei comedoni e, al contrario, aiuta la donna a camuffare le imperfezioni. Unica accortezza: scegliere fondotinta liquidi oil-free e per chi soffre di acne non truccarsi, quando si hanno i brufoli molto arrossati. In questo caso è meglio lasciare la pelle libera di respirare.
I cosmetici giusti? Fondotinta oil-free (non grasso) come già accennato prima, cipria non comedogenica (testata contro i brufoli), non compatta e terra, con ingredienti quali talco, carbonati di magnesio e leggero e ossido di zinco, che svolgono un effetto assorbente sull'eccesso di secrezione della pelle. In farmacia, infine, esistono anche dei cosmetici specifici per l'acne. Recenti ricerche hanno dimostrato che le ghiandole sebacee lavorano con maggiore intensità durante la notte per produrre il sebo che poi di giorno verrà rilasciato sulla pelle, con un picco massimo a mezzogiorno. L'ideale, quindi, è sfruttare il momento in cui il canale sebaceo è libero per far penetrare sostanze capaci di prevenire l'attecchimento dei batteri e la formazione delle papule infette. Per prima cosa, però, è importante eliminare le cellule morte e pulire in profondità la pelle con un esfoliante leggero a base di acido retinoico in percentuali molto basse (circa 0,010%). La formulazione si trova già pronta in farmacia sotto forma di crema. Se ne applica una piccola quantità su tutto il viso massaggiandola sulla cute con movimenti circolari delle dita, per far sì che venga ben assorbita. Si aspetta qualche minuto fino a quando si sente la pelle "tirare" leggermente, dopodiché si applica solo sui brufoletti una crema curativa a base di benzoilperossido, una sostanza dalle proprietà antibatteriche e anticheratolitiche (cioè capace di rimuovere lo strato più superficiale dell'epidermide ed evitare che i comedoni si infettano). In alternativa, si può applicare solo sui brufoletti una crema antibiotica(come eritromicina, tetraciclina o clindamicina) con un movimento circolare che ne favorisca l'assorbimento. Al mattino la pelle appare levigata e si potrà notare una regressione delle impurità presenti sul viso.
La terapia via orale se è persistente
Gli ultimi stadi che può raggiungere l'acne sono quelli in cui i punti neri si trasformano in brufoli mentre la pelle del viso è seriamente danneggiata da infiammazioni e lesioni. In questi casi le cure con creme e gel indicate per il trattamento dell'acne, sono sì un valido aiuto ma devono essere necessariamente affiancate da farmaci specifici da assumersi in via orale.
I più efficaci sono la "minociclina cloridrato", un antibiotico specifico contro i batteri colonizzatori di papule e pustole, e "l'isotretinoina", un derivato della vitamina A capace di inibire l'attività delle ghiandole sebacee e di contrastare alla base la formazione delle lesioni acneiche. Lo specilista valutando attentamente la severità dell'acne può scegliere quale via adottare per combatterla e anche a lui spessa indicare le precauzioni da seguire durante l'assunzione di questi farmaci.
Farmaci per combattere l'acne: il Minociclina cloridrato
Il Minociclina cloridrato è un antibiotico della famiglia delle tetracline che agisce bloccando la crescita e l'attecchimento dei batteri responsabili delle infenzioni meno più o meno serie dei comedoni. È indicato nei casi di acne infiammatoria o pustolosa, cioè quando sono presenti numerosi brufoli infetti e gonfi di pus sul volto, ma anche sulle braccia, sulle spalle e sulla schiena. Questo antibiotico viene in genere prescritto per cicli di 3-4 mesi (eventualmente ripetibili dopo un'interruzione) nella misura di circa 50-100 mg al giorno, un dosaggio piuttosto basso che rende la terapia antibiotica ben tollerabile dall'organismo anche sul lungo periodo.
L'Isotretinoina
L'isotretinoina è il farmaco che ha rivoluzionato il trattamento dell'acne e offerto una speranza concreta alle persone colpite dalle forme più severe del disturbo: è un derivato acido della vitamina A che agisce sulle ghiandole sebacee riducendone le dimensioni (e la produzione di sebo) e inibendo il distacco dei cheratinociti, le cellule dell'epidermide che insieme al sebo ostruiscono i pori portando alla formazione del comedone. L'insieme di queste due azioni blocca ala radice la possibilità che si formi il comedone facendo progressivamente regredire l'acne stessa: una prospettiva importante per tutti i casi di acne severa caratterizzata da cisti e noduli (cioè da infiammazioni e lesioni importanti) o i casi resistenti alle terapie antibiotiche, che con questa cura possono risolvere in maniera definitiva il loro problema.
Occorre tenere conto, però che l'isotretinoina è un farmaco non privo di effetti collaterali e controindicazioni. L'assunzione di un dosaggio di vitamina A superiore alla norma può provocare, infatti durante il periodo di terapia, fenomeni come secchezza eccessiva della pelle del corpo e delle labbra, oppure un'abbondante caduta dei capelli, dovuti all'aumento della vitamina A che, in un primo momento provoca la desquamazione dei tessuti cutanei, per poi lasciare (una volta terminata la cura) la pelle e i capelli molto più belli e sani di prima.
L'isotretinoina (come tutti i retinoidi) è anche un farmaco "teratogeno", capace cioè di provocare malformazioni al feto se assunta durante la gravidanza. Prima di somministrarla, il dermatologo deve pertanto provvedere a prescrivere in maniera preventiva le misure contraccettive necessarie per far sì che durante la terapia non ci sia alcuna possibilità di incorrere in una gravidanza. È quindi indispensabile effettuare un test di gravidanza e, solo in caso di esito negativo, assumere la pillola anticoncezionale almeno un mese prima dall'inizio del trattamento fino ad un mese dopo il termine della cura. Inoltre, l'isotretinoina può portare a un aumento dei valori del colesterolo "cattivo" (LDL) nel sangue. È quindi necessario effettuare un prelievo ogni mese e mezzo per verificare l'andamento dei valori.
L'isotretinoina viene in genere prescritta dal dermatologo con una posologia di circa 0,5 mg per chilo di peso corporeo al giorno (se una donna pesa 55 chili ne assumerà quindi 27,5 mg al dì). Con questo dosaggio si ha il 90% di possibilità che l'acne scompaia definitivamente. La cura può iniziare solo dopo un mese dall'inizio dell'assunziore della pillola, in prossimità del 2° o 3° giorno dalla comparsa del flusso mestruale. Ha in genere una durata di 5 mesi, durante i quali la persona deve sottoporsi periodicamente a visite di controllo dallo specialista.
Il peeling contro le macchie e le cicatrici lasciate dall'acne
Quando l'acne dopo specifici trattamenti giunge alla fase finale del suo ciclo, fino a regredire, non sempre restituisce una pelle liscia e senza imperfezioni. A molti restano sulla cute "tracce" più o meno visibili, come pori dilatati, iperpigmentazioni post-infiammatorie (macchie bruno-rossastre) o vere e proprie cicatrici, spesso anche molto profonde.
Le tecniche di medicina estetica efficaci contro i segni dell'acne sono i peeling, più utili in presenza di pori dilatati, macchie o lesioni superficiali, e il laser resurfacing, indicato in caso di cicatrici molto profonde e diffuse. Entrambe sono di esclusiva competenza del dermatologo (che deve valutare la pertinenza e l'intensità del trattamento) e possono essere praticate solo ad acne ormai "inattiva" e in assenza di brufoli o comedoni infiammati.
Il peeling chimico è un trattamento che sfrutta l'azione di alcuni acidi per esfoliare la pelle, cioè asportare le cellule più o meno superficiali dell'epidermide. I risultati sono molto buoni se le lesioni e le macchie sono superficiali. Invece, in caso di iperpigmentazioni melaniniche o di cicatrici profonde si avrà solo un'attenuazione dei segni.
Ora vediamo in cosa consiste. Il dermatologo, tramite un pennellino a ventaglio, distribuisce l'acido in modo uniforme sul viso e lo lascia agire per un tempo variabile (nelle prime sedute, si va dai 30 ai 40 secondi, mentre nelle successive si arriva al minuto o al minuto e mezzo). Si sciacqua abbondantemente per rimuovere ogni traccia di acido e poi si lascia asciugare la pelle.
Ecco gli acidi più indicati per il trattamento degli esiti dell'acne.
Acido salicilico: è un "parente stretto" dell'acido acetilsalicilico, il principio attivo dell'aspirina (tant'è vero che il peeling è controindicato a chi è allergico a questa farmaco). Utile per eliminare macchie e lievi cicatrici e disinfettare la pelle in profondità.
Acido piruvico ed etil-piruvico: della famiglia degli acidi derivati dalla frutta, è caratterizzato da molecole molto piccole che gli permettono di penetrare negli strati più interni dell'epidermide, riducendo le lesioni dell'acne.
Acido tricloroacetico: è molto intenso e per questo indicato per attenuare le cicatrici e le macchie resistenti ai peeling più superficiali. Nel post-peeling (a distanza di due o tre giorni dal trattamento) la pelle, che appare arrossata, va incontro a un'intensa esfoliazione, che può costringere a sospendere per qualche giorno le attività della vita quotidiana.
Sono consigliati cicli di trattamento di almeno 3 o 4 sedute a distanza di 15-20 giorni (se non si tratta di peeling con acido tricloracetico che, invece, richiedono una maggiore distanza). La stagione ideale in cui sottoporvisi è l'autunno-inverno poiché alcuni acidi possono lasciare macchie se ci si espone al sole nei giorni successivi. Il costo di una seduta di peeling dal dermatologo può andare dai 100 ai 150 euro.
Cicatrici da acne
L'acne, che sia giovanile o meno, non determina solo un disagio a livello estetico quando, i comedoni e le pustole sono "attivi" ma anche quando, con le debite cure regredisce totalmente, può lasciare dei segni sulla pelle del viso molto più difficili da trattare perchè di solito si tratta di macchie o di vere e proprie cicatrici. Quando l'acne lascia dietro di sè le cicatrici, la bellezza e l'estetica del viso può essere compromessa.
In base all'aggressività del batterio, infatti, le cicatrici possono segnare solo l'epidermide (cioè lo strato più superficiale della pelle, che è composta da 4 strati sempre più profondi) oppure il derma, uno strato molto profondo, dove si trovano i vasi sanguigni, le ghiandole sebacee e le terminazioni nervose. Nel primo caso le cicatrici che sostituiscono il posto dei comedoni sono più lievi e superficiali, mentre nel secondo caso appaiono come veri "avvallamenti", dando alla pelle il tipico aspetto "puntellinato".
Il laser se le cicatrici sono profonde
Se le cicatrici sono così profonde da aver intaccato il derma, la soluzione attualmente più efficace è il laser resurfacing con laser herbium o C02 ultrapulsato.
Per prima cosa, a causa dell'invasività del trattamento, il dermatologo esegue una lieve anestesia su più punti del viso, dopo di che indirizza il laser sulla pelle tramite uno strumento a forma di penna. La luce "vaporizza" per effetto termico gli strati più superficiali della cute, arrivando a una profondità di poco superiore a quella del derma. Oltre ad appianare le differenze di spessore, viene stimolata la rinascita di nuove cellule cutanee e di collagene (la sostanza che dà elasticità alla pelle). Il trattamento dura circa 30 minuti, al termine dei quali il dermatologo medica la pelle e applica una crema antibiotica. In genere, sono necessarie 4 sedute da eseguire a cadenza bisettimanale. Il costo dell'intero ciclo è di circa 1.500-2.000 euro.
Rimedi naturali contro l'acne
I rimedi offerti dalla natura non devono essere sottovalutati ma neanche sopravvalutati. I risultati si vedranno con il tempo, soprattutto se le soluzioni verranno applicate con costanza:
Latte purificante: acquistate 250 ml di latte detergente neutro, aggiungete 6 gocce d'essenza di incenso, 10 di tea tree, 10 di lavanda, 6 di limone e 4 di incenso.
Lozione antibrufoli: preparate un decotto a base di 5 g di radici di altea, 5 di radici di bardana e 5 di radici di carote. Bollite per circa 10-15 minuti in circa 1/2 l d'acqua.
Maschera depurante: centrifugate o frullate 1 carota, 10 g di bardana, 2 cucchiaini di yogurt, 2 cucchiaini di polvere di lievito di birra secco, 1 capsula a base di betacarotene, 1 cucchiaino d'avena, 3 gocce d'essenza di tea tree, 3 di lavanda e 3 d'incenso. Se necessario, aggiungete 1 cucchiaio di argilla.
Tonico depurante: preparate un tonico depurante miscelando a 50 ml di acqua demineralizzata 10 gocce di tintura madre di bardana, 6 gocce d'essenza di tea tree, 3 di lavanda, 3 di camomilla e 3 di limone.