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Capillari sulle gambe. Cause e rimedi dei capillari alle gambe

Scritto da creo

Varici e capillari alle gambe rappresentano un problema della popolazione adulta dei Paesi industrializzati. L'universo femminile è senz'altro quello più colpito con un rischio 4 volte superiore a quello maschile. Un problema diffuso dovuto ad un'insufficienza venosa delle gambe, ma spesso sottovalutato e poco considerato poiché i risvolti negativi si vedono nel lungo periodo grazie anche ad abitudini di vita poco sane. I capillari rappresentano un problema estetico se sono sul viso o sulle gambe e a volte possono essere dannosi per la circolazione. Vediamo insieme i migliori rimedi per i capillari alle gambe e quindi anche come prevenirli.

La comparsa dei capillari sulle gambe e/o sul viso

capillari sulle gambe

Quei capillari o venuzze che modificano l'aspetto delle gambe e talvolta del volto (sul naso e sullo zigomo) non sono altro che teleangectasie o varici dilatate e inefficienti. A tale livello il sangue tende a ristagnare determinando la tipica colorazione rossa o bluastra, in quanto la fine parete dei capillari è trasparente. Sono molto visibili specialmente quelle varici piccole e superficiali che caratterizzano la comparsa di chiazze serpiginose o a stella. Di conseguenza siano esse sul viso o sulle gambe, rappresentano un importante problema estetico (soprattutto quando arriva l'estate, stagione durante la quale si tende a scoprirle).

Prese singolarmente le teleangectasie non creano disturbi; qualora, invece, i capillari diventassero estesi e numerosi, sarebbero in grado di dare origine a una serie di malesseri come sensazione di pesantezza e stanchezza alle gambe e, di sera, gonfiore alle caviglie. In taluni casi, inoltre, le piccole varici, possono essere dannose anche dal punto di vista circolatorio e delle buone condizioni generali dell'arto, sotto forma di una vera e propria patologia venosa.

Chi viene più facilmente colpito dai capillari dilatati alle gambe è colui che risulta predisposto geneticamente ed è costretto a rimanere in piedi a lungo nella stessa posizione senza camminare (per esempio le hostess, le guardie giurate, i negozianti o chi lavora in posizione verticale senza mai sedersi).

Quali rischi si corrono

Anche il calore favorisce i capillari, quindi, esposizioni prolungate al sole certo non aiutano a scongiurare il problema.

Cosa succede se i capillari non vengono curati? Possono formarsi delle ulcere (varicose) sulla pelle delle gambe che sono capaci di generare emorragie attraverso la cute; possono formarsi eczemi (infiammazioni cutanee) sulla zona della gamba interessata; può generarsi una flebite (formazione di coaguli sanguigni e possibile con seguente arresto della circolazione nel vaso colpito); le condizioni generali di salute possono risentirne negativamente.

Capillari: come prevenirli

Alcuni semplici accorgimenti possono aiutare a prevenire la comparsa di capillari sulle gambe. Come prima cosa si consiglia di evitare di restare in piedi a lungo nella stessa posizione; se proprio non si può far a meno della sedentarietà il suggerimento è quello di effettuare esercizi ginnici con regolarità, alzare spesso i talloni in maniera alternata (per stimolare l’attività delle valvole), nuotare e camminare.

Per chi soffre di capillari alle gambe sarebbe bene avvalersi dell'uso di calze elastiche a compressione graduata quando si è obbligati a restare per tanto tempo in piedi nella stessa posizione.

Ultimi consigli utili: fate delle docce fredde sulle gambe, dal basso verso l’alto, per stimolare la circolazione e la funzionalità delle valvole ed evitate di prendere il sole sulle gambe.

L'insufficienza venosa: la prima causa della comparsa dei capillari alle gambe

I primi sintomi di un'insufficienza venosa alle gambe è sicuramente data da gonfiore e senso di pesantezza agli arti inferiori, capillari, edemi, vene superficiali, crampi notturni e prurito. Chiaramente, non si può fare un discorso univoco perché ogni situazione è a sé. Per ogni paziente vanno valutati tanti fattori quali la familiarità, l'età, lo stile di vita, il sovrappeso, l'assunzione della pillola anticoncezionale piuttosto che la terapia ormonale sostitutiva e l'alimentazione. Spesso i sintomi vengono sottovalutati e riconsiderati solo quando la situazione degenera, ma ogni donna dovrebbe cercare di prevenire ricordando sempre che questa è una patologia che, se trascurata, tende a diventare cronica. Del resto, se da un lato esistono certamente delle valide cure dall'altra va sempre ricordato che questo problema è generato da una serie di fattori combinati tra loro, perché nulla singolarmente agisce in modo acuto.

Come si può intervenire?

Esistono terapie farmacologiche (è bene ricordare a tal proposito che la terapia medica non agisce sulla scomparsa di vene e capillari) che possono alleviare e prevenire il senso di peso e il gonfiore alle gambe. Se sono già presenti capillari e varici  sulle gambe si può intervenire sia con una terapia sclerosante che attraverso interventi mirati alla correzione del "difetto": flebectomie, safenectomia, terapia laser endovenosa.

Certamente le cure esistono, ma ogni paziente non dovrebbe mai scordare che la prima grande medicina è la prevenzione. In questi anni la prevenzione è al primo posto, ma cosa devono fare nel concreto le donne? Prima di tutto devono cercare di seguire uno stile di vita adeguato, capace di rispettare questo problema. L'osservanza di corrette norme igienico- dietetico-sanitarie, che possono riguardare il miglioramento dell'attività fisica e la modifica del regime alimentare con una dieta che preveda, per esempio, la riduzione di alcolici, spezie e caffè a favore di verdure, frutta fresca, alimenti integrali, olio extravergine d'oliva crudo e tanta, tanta acqua. L'assunzione di bioflavonoidi contenuti nella frutta e nella verdura, rafforzano le pareti delle vene, contrastano il gonfiore, il dolore e la pesantezza delle gambe.

Si possono esporre al sole le gambe che presentano capillari?

È principalmente il caldo il vero nemico delle gambe. L'esposizione al sole di per sé non è un problema anche se non bisogna mai scordarsi l'applicazione di una buona protezione solare al fine di scongiurare ogni rischio di eritema in una zona già provata da una insufficienza venosa. Le pazienti dovrebbero cercare di evitare le ore più calde e di sfruttare la spiaggia per fare lunghe camminate sulla battigia. L'acqua fresca aiuta a eliminare il senso di pesantezza del caldo e attua un massaggio che aiuta la circolazione. Quello che va assolutamente evitato è l'asciugamano umido sulle gambe sotto l'ombrellone. Non esiste cosa peggiore del caldo e per di più umido. Tra una sauna e un po' di sole, consiglio alle pazienti di preferire la tintarella purché utilizzino una adeguata protezione solare. Una esposizione sbagliata può senz'altro aggravare una situazione precaria con stasi venosa e linfatica.

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