La patologia da insufficienza venoso-linfatica degli arti inferiori interessa ampi strati della popolazione nelle differenti fasce d'età. Essa comporta elevati costi sociali per assenza dal lavoro, giornate di ricovero ospedaliero ed interventi chirurgici, infine per l'invalidità causata dalle gravi seppur rare complicanze trombo-emboliche e per presenza di ulcere negli stadi avanzati. Vediamone insieme le cause e i rimedi per contrastare l'insufficienza venosa cronica degli arti inferiori.
L'insufficienza venosa degli arti inferiori
L’insufficienza venosa cronica che interessa gli arti inferiori è una malattia che riguarda l'efficienza delle vene che, come è noto, hanno il compito di riportare il sangue verso il cuore. Trattandosi di un percorso in salita (dalle estremità del corpo al cuore) la circolazione venosa è strutturata in modo tale da permettere l'ascesa del sangue evitandone il ristagno e il reflusso verso il basso. I meccanismi che permettono questa ascesa sono molti, primo fra tutti l'elasticità delle vene. Quando le pareti venose perdono il loro tono, la loro naturale capacità di contrarsi, le vene si dilatano e non sono più in grado di spingere con efficienza il sangue verso il cuore. Il sangue rallenta la sua risalita, tende a refluire verso il basso, si crea un ristagno di sangue che aumenta la pressione nelle vene, "sfiancandole": un circolo vizioso che si manifesta con gonfiore alle caviglie, senso di pesantezza e affaticamento, capillari visibili, sino ad arrivare alla comparsa di vere e proprie "vene varicose".
L'insufficienza venosa colpisce "le gambe" della persone adulte per la maggior parte delle volte per via del tutto ereditaria. Nella donna si verificano anche alcune situazioni che possono favorire l'insorgere del problema come la menopaura, le mestruazioni, gli stati di attesa, l'assunzione di ormoni ovvero di pillole anticoncezionali.
Fattori peggiorativi sono rappresentati da una vita poco movimentata con assenza di attività fisica oppure dall'avere un lavoro che costringe a stare per lungo tempo in piedi o seduti. Anche l'obesità gioca la sua importanza da questo punto di vista. Talora si viene a configurare una vera patologia di tipo professionale, in soggetti addetti a lavorazioni in laboratori ed aziende che comportino una prolungata posizione in piedi o sedentaria (addetti a fornaci, cuochi, pizzaioli, commesse di piccoli negozi o supermercati, hostess ecc . .).
Il sistema venoso: com'è fatto e come funziona
Le vene sono come dei tubi che conducono il sangue di ritorno dalla periferia del corpo al cuore: negli arti inferiori tale ritorno viene rallentato dalla forza di gravità, che in posizione eretta ostacola il superamento del dislivello tra le estremità ed il cuore.
Al corretto ritorno venoso del sangue collaborano le valvole venose, i ritmici atti respiratori, le contrazioni e le pulsazioni del cuore ed i muscoli delle gambe in movimento. All'interno delle vene esistono delle valvole che, quando sono sane e funzionanti, consentono solamente il flusso corretto del sangue verso l'alto e si oppongono al reflusso verso il basso prodotto dalla forza di gravità.
Quando, per costituzione e malattia, le pareti venose e le valvole diventano meno elastiche e più deboli, si manifesta l'insufficienza venosa.
Nei soggetti anziani, gravemente ammalati o costretti a letto per malattie o interventi chirurgici, gli atti respiratori e talvolta anche le pulsazioni cardiache divengono meno efficienti: si aggravano così la stasi venosa e l'immobilità già derivanti dalla posizione distesa nel letto. Le masse muscolari circondano e proteggono solo le vene profonde, opponendosi con la loro pressione alla dilatazione venosa e causandone una benefica ritmica spremitura durante i movimenti e la deambulazione.
Le vene superficiali al contrario sono più esposte e per questo si ammalano con frequenza estremamente superiore. Anche alterazioni di anatomia e di postura del piede e della caviglia (piede piatto, piede cavo, valgismo) come l'utilizzo di calzature scorrette (tacco troppo alto o troppo basso, scarpe aperte o senza plantare anatomico) possono determinare una riduzione del ritorno venoso degli arti inferiori.
In condizioni d'insufficienza venosa ed in presenza di varici, l'insufficienza valvolare e l'aumento di pressione nelle grosse vene superficiali, in particolare delle safene, si trasmette come aumento di pressione a livello capillare nel micro-circolo, causando fuoriuscita di liquidi, proteine e cellule del sangue nei tessuti sottocutanei. Si manifestano i primi sintomi quali sensazione di tensione e pesantezza delle gambe, gonfiore delle estremità, prurito, crampi specie notturni, talvolta formicolii.
La visita medica per una diagnosi preventiva
Il medico di medicina generale o di famiglia si trova a gestire personalmente i passaggi più delicati per il paziente nell'affrontare in ambulatorio la patologia da insufficienza venoso-linfatica degli arti inferiori: la diagnosi precoce, la terapia etastocompressiva e farmacologica, secondo le risultanze della medicina basata sulle evidenze, l'indicazione medica o chirurgica delle varici. La migliore conoscenza delle problematiche connesse con l'insufficienza venoso-linfatica degli arti inferiori, approfondita in collaborazione con specialisti.
Sottoporsi periodicamente ad una visita medica, specialmente all'inizio della stagione calda in periodo primaverile-estivo, anche preventiva, soprattutto se esiste una familiarità per problemi d'insufficienza venosa, varici o flebiti, è una corretta abitudine: può essere utile nell'individuare precocemente segni e sintomi iniziali e nel seguire nel tempo l'evoluzione di una patologia flebologica già manifesta.
Quali sono i primi sintomi dell'insufficienza venosa cronica?
L'insufficienza venosa cronica si manifesta con sintomi e segni a carico degli arti inferiori.
I sintomi sono:
- gonfiore
- formicolii
- dolore
- pesantezza
Invece i segni più prevedibili sono:
- capillari in evidenza
- alterazioni cutanee
- vene varicose
- ulcerazioni
Importante da ricordare è che l'insufficienza venosa cronica ai primi stadi non rappresenta un problema grave; va però rammendato che è una malattia progressiva e il piccolo disturbo di oggi potrebbe diventare un problema domani.
Le complicazioni
L’insufficienza venosa si manifesta e si aggrava con comparsa di varici o vene varicose, dilatazioni tortuose irreversibili di vene superficiali. La più grave e pericolosa complicazione dell'insufficienza venosa è rappresentata dalla trombosi di vene profonde, con formazione di trombi o coaguli all'interno delle vene che possono dare origine ad emboli di piccole o grandi dimensioni, talvolta pericolosi per la vita. Il rischio di trombosi venosa profonda aumenta notevolmente in caso di interventi chirurgici, traumi, neoplasie, gravidanza, assunzione di conttraccettivi orali, terapia ormonale sostitutiva e nei soggetti anziani.
Nella chirurgia maggiormente esposta a rischio di trombo-embolismo venoso(chirurgia ortopedica, oncologica, ginecologica, addominale) devono essere messi in atto tutti i mezzi preventivi a disposizione: mobilitazione quanto più precoce possibile del paziente, mobilizzazione attiva e passiva a letto durante la degenza, utilizzo di calze elastiche anti-trombosi, profilassi farmacologica a dosaggi adeguati secondo il peso corporeo e prolungata a lungo, anche a domicilio, dopo la dimissione.
La più grave espressione della sofferenza dei tessuti nella malattia venosa è l'ulcera venosa. Si forma soprattutto sopra la caviglia, nella parte interna, perché proprio in questo punto il tessuto sottocutaneo è più sottile e risente maggiormente del peso della colonna di sangue e dell'aumentata pressione nelle vene.
Alcune semplici regole per aiutare la circolazione e proteggere le vene
Nelle fasi iniziali sovente l'insufficienza venosa degli arti inferiori e le varici vengono sottovalutate perché considerate un carattere familiare. È invece importante intervenire subito. Per prevenire o, meglio, rallentare l'evoluzione dei segni e dei sintomi si possono attuare alcune misure che risultano tanto più efficaci quanto più precocemente sono messe in atto. Si tratta di regole semplici, che possono essere seguite senza difficoltà, tutti i giorni, anche quando i sintomi si sono già manifestati, e contribuiscono certamente a migliorare la qualità della vita. La strategia si riassume in tre semplici mosse:
1. "non aspettare". La prima mossa strategica vincente è quella di affrontare la malattia agli esordi in modo da ostacolarne la progressione, Riconoscere i primi sintomi e com batteri i da subito è un ottimo sistema per recuperare e mantenere la salute delle gambe.
2. "correggi i comportamenti a rischio". Alcuni comportamenti incidono sfavorevolemente sullo sviluppo della malattia. Correggerli rapidamente porta notevoli benefici e quindi: fate più movimento, riducete il peso corporeo se in eccesso, cercate di limitare o eliminare l'uso di alcolici e il fumo.
3. "rinforza le pareti venose". Utilizzate prodotti specifici che aiutano il ripristino dell'elasticità venosa. Le sostanze più indicate sono i Bioflavonoidi, principi attivi vegetali ad azione vasoprotettiva. Quelli estratti dal mirtillo, chiamati Antocianosidi del Mirtillo sono particolarmente efficaci: attivano meccanismi di riparazione venosa, rendono le pareti più elastiche e migliorano quindi il ritorno venoso.
Gli Antocianosidi del Mirtillo assicurano un'azione vasoprotettiva: rinforzano le pareti delle vene e ne migliorano l'elasticità riducendo, di conseguenza, la sintomatologia. Perché il trattamento con gli Antocianosidi del Mirtillo risulti efficace occorre però accertarsi di alcuni requisiti di base. Concentrazione ottimale e massima purezza del principio attivo: gli antocianosidi sono contenuti nei mirtilli ma occorre un'elaborata tecnica farmaceutica per estrarli e concentrarli in modo corretto e terapeuticamente valido. Non tutti i prodotti in commercio hanno questi requisti ed è quindi opportuno chiedere consiglio al farmacista prima di scegliere un preparato.
Quantitativo di Antocianosidi del Mirtillo: per ottenere l'effetto terapeutico desiderato occorre una quantità definita di principio attivo che non è possibile assumere semplicemente mangiando mirtilli: ne occorrerebbe alcuni chili tutti i giorni. Molto meglio affidarsi a prodotti che contengono la corretta dose quotidiana. I prodotti a base di Antocianosidi del Mirtillo che vantano queste caratteristiche uniscono i vantaggi dei prodotti naturali all'efficacia di un trattamento capace di agire positivamente sul problema. Essi vanno assunti con continuità per periodi di tempo determinati: cicli di due mesi, una o due volte all'anno, permettono di combattere in profondità le cause del disturbo senza limitarsi ad agire solo sui sintomi più evidenti.
Le calze elastiche
Chi soffre di problemi venoso-linfatici alle gambe può trarre grande giovamento da un rimedio tradizionale ancora molto valido, le calze elastiche. Esercitando una pressione esterna sulle vene superficiali, queste calze contrastano l'aumento della pressione venosa e la dilatazione dei vasi, favorendo il flusso di sangue verso il cuore e aumentando l'efficacia della pompa muscolare. Devono essere a compressione graduata, devono cioè esercitare una compressione diversa nei differenti punti della gamba: massima alla caviglia e gradualmente decrescente risalendo lungo l'arto, senza comprimere all'inguine e alla radice della coscia, così da ridurre il ristagno di sangue. Devono adattarsi perfettamente alla forma della gamba e vanno indossate al mattino, prima di scendere dal letto. I risultati che si ottengono con le calze possono essere ulteriormente migliorati associando il loro uso a un trattamento farmacologico, soprattutto in quei periodi dell'anno in cui il caldo rende difficile sopportare le calze elastiche.
Gel, capsule o creme: una scelta che deve essere presa per tempo
I sintomi dell'insufficienza venosa si manifestano più facilmente con il caldo. Questo perché la temperatura esterna dilata i vasi e rallenta la risalita ematica verso il cuore. Data la "stagionalità" di questi sintomi verrebbe da pensare che la malattia in inverno non c'è. Sbagliato' Anche la perrnanenze': ambienti surriscaldati può influire sulla comparsa o sull'aggravarsi dei s .orni. Per questo anche se viene "facile" dimenticarsi del problema in inverno, non bisogna smettere di correggere le abitudini che la favoriscono. Muoversi, mangiare meglio, controllare il peso. Per questo l'assunzione di preparati o di farmaci a base di bioflavonoidi va fatta a cicli, anticipando la stagione dei sintomi.
Per trattare l'insufficienza venosa degli arti inferiori e le varici abbiamo a disposizione, come appena detto, farmaci, generalmente di origine vegetale, di comprovata efficacia secondo le risultanze della medicina basata sulle evidenze, in grado di alleviare i disturbi e di rallentarne l'evoluzione soprattutto se li si assume alla comparsa dei primi sintomi. Possono essere applicati localmente oppure assunti per via orale.
Tra quelli ormai consolidati nell'impiego clinico, i più utilizzati sono i flavonoidi e tra questi l'oxerutina, una sostanza derivata dalla rutina, estratta dalle foglie e dai fiori di una pianta, la Sophora japonica. Applicata localmente, l'oxerutina attenua i sintomi dando un piacevole senso di freschezza e di ritrovato benessere. Assunta per bocca, entra in circolo e, come é stato provato e documentato, raggiunge la parete dei vasi, dove si deposita ed esercita la sua azione protettiva, riducendo rapidamente il gonfiore, la pesantezza, il dolore e l'infiammazione, sintomi tipici della malattia. L'oxerutina si può assumere per lunghi periodi, in quanto è generalmente ben tollerata e sono utili cicli di trattamento specialmente in primavera e in estate, momenti in cui la patologia si aggrava e i sintomi si acuiscono.
Se siete indecisi se utilizzare creme, capsule o tenete presente che gel e creme sono ideali per alleviare rapidamente il senso di pesantezza e di affaticamento. Sono generalmente prodotti molto rinfrescanti proprio perché la sensazione di "fresco" sulla pelle aiuta a contrastare quella di gonfiore e pesantezza, dando alle gambe immediato sollievo. Tra questi meglio scegliere quelli che assicurano anche attività idratante e un rapido assorbimento. I farmaci in capsule o compresse agiscono dall'interno, svolgendo un'azione terapeutica vera e propria e non solo sintomatica: sono quindi i più indicati per rallentare e tenere sotto controllo la progressione del disturbo. In ogni caso chiedete consiglio al vostro farmacista.