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Pattinaggio su ghiaccio

Scritto da Kristal

Vi sono due versioni classiche di pattinaggio: sul ghiaccio e su rotelle. La prima è molto popolare nei paesi nordici, dove si può praticare su piste naturali, come fiumi, stagni e laghi gelati. Le piste di ghiaccio artificiali sono impianti la cui costruzione e manutenzione risultano assai costose, per cui nei paesi caldi è assai più diffuso il pattinaggio a rotelle. Entrambi, comunque, sono buoni esercizi per mantenersi forma.

Il pattinaggio sul ghiaccio

Pattinare su laghi e stagni gelati costituisce un modo quanto mai antico di spostarsi: sono stati ritrovati pattini fatti con ossa di animali, che risalgono all'Età della pietra. I pattini di metallo si incominciarono ad usare nel Medio Evo, quando il pattinaggio sul ghiaccio divenne uno sport popolare, soprattutto nei Paesi Bassi, come appare dai dipinti del Bruegel.

pattinaggio sul ghiaccio

Il pattinaggio ha conservato la propria popolarità fra i giovani, e in questi ultimi anni ha incominciato ad interessare anche molti adulti, fatto confermato, per esempio, dalla popolarità delle competizioni su lunghe distanze che si svolgono sui canali e sui laghi dei Paesi Bassi e della Scandinavia. Il pattinaggio sul ghiaccio rappresenta un modo notevolemente efficiente per spostarsi, in quanto minimo è l'attrito fra il ghiaccio e la lama del pattino.

Ad esempio, ad una velocità di 8 km/h, il consumo di ossigeno, pattinando, si aggira su 1.5 litri/min, mentre sciando è doppio. A grandi velocità, peraltro, il consumo d'energia aumenta rapidamente, a causa del fatto che la maggior parte d'energia si consuma per vincere la resistenza dell'aria (la quale resistenza aumenta con il quadrato della velocità).

Questo fenomeno assume grande importanza nelle gare di pattinaggio di velocità: con un'attrezzatura normale, il tempo che occorre per coprire in corsa 5000 metri aumenta di 30 secondi se si indossa una blusa ampia, mentre diminuisce di 10-12 secondi se si porta una tuta di plastica molto aderente. A causa di questa resistenza all'aria, lo stile tradizionale del pattinaggio di velocità prevede che le braccia siano tenute dietro la schiena. Fortunatamente, la velocità dei semplici appassionati è tanto bassa - fra i 10 e i 20 km/ora - che né lo stile né gli indumenti che si indossano influiscono gran che sulla resistenza: il che significa che si può benissimo continuare a indossare il vecchio e caro anorak, (giacca a vento)senza "pregiudicare" molto il proprio rendimento.

Quando si vedono i pattinatori competere in una gara di velocità, si ha l'impressione che stiano compiendo un duro sforzo: del resto, le osservazioni confermano tale impressione, in quanto la frequenza cardiaca raggiunge il massimo mentre il consumo d'ossigeno rimane fra il 5 e il 15% al di sotto del valore ottenuto sulla cyclette.
Questa differenza è dovuta a due fattori:
1) nel pattinaggio lavorano a piena potenza solo i muscoli delle gambe;
2) la cadenza dei movimenti è piuttosto modesta, in quanto ogni pattinata copre un largo tratto.

Inoltre, una parte notevole della muscolatura permane in contrazione statica, per cui la concentrazione di acido lattico nel sangue aumenta più di quanto non aumenti, per esempio, pedalando sulla cyclette, a parità di consumo relativo d'ossigeno. I principianti, il cui equilibrio e la cui coordinazione dei movimenti sono insufficienti, svolgono un notevole sforzo statico, che si traduce nell'affattamente di taluni muscoli.

Il pattinaggio è un efficace sport aerobico: se il pattinatore possiede una buona tecnica, la componente anaerobica, nei corridori sulle grandi distanze, rimane modesta. Il pattinaggio a ritmo di passeggio non serve a giovare alla forma fisica aerobica, che trae invece beneficio quando si pattina a buona velocità fino ad ansimare, per qualche minuto. Il pattinaggio è indicato per i soggetti sovrappeso; le molte lesioni muscolo-scheletriche causano meno problemi se subite pattinando che non, per esempio, praticando jogging. D'altro canto, a causa del freddo e del vento, il pattinaggio sul ghiaccio può provocare, ai soggetti affetti da forme cardiache o affezioni respiratorie, maggiori problemi rispetto ad altri sport. I pattini, ovviamente, slittano facilmente, e il ghiaccio è notoriamente duro: quando si sta per cadere, si tenta di ridurre l'impatto stendendo le braccia, e il risultato è di solito l'urto abbastanza violento della mano, di un gomito o di qualche altra parte del braccio.

Frequenti sono anche le lussazioni e le fratture del polso, dell'avambraccio e del gomito, così come le lesioni alle gambe e alla testa. Si può comunque affermare che la localizzazione delle lesioni causate dal pattinaggio è quanto mai varia, e che una parte di tali lesioni sono abbastanza gravi, in quanto comportano, per esempio, fratture. La media delle lesioni causate dal pattinaggio è piuttosto alta: su 1000 pattinatori su grandi distanze, 2 subiscono una qualche lesione ogni giorno, proporzione questa simile a quella dei soggetti che praticano sci alpino.

Chi intenda imparare a pattinare, soprattutto se non più giovane, occorre che tenga conto dei rischi che corre.Per mantenere entro limiti ragionevoli il rischio di incidenti, occorre impadronirsi bene della tecnica mediante un allenamento assiduo, e pattinare non superando mai quelle che sono le proprie possibilità. Ecco alcune valide norme di sicurezza:
1) pattinare su ghiaccio resistente e in buone condizioni di illuminazione;
2) adoperare pattini di forma e misura adatte;
3) imparare a cadere sul fianco o sul dorso.

Particolarmente consigliabili sono i caschi e le protezioni per i gomiti e le ginocchia. Portare indumenti di riserva per potersi cambiare costituisce una buona precauzione, specie se le condizioni del ghiaccio e il tempo sono cattivi. Ciò vale soprattutto per i soggetti di una certa età, in cui il coordinamento dei movimenti può non essere perfetto, e le cui ossa sono forse più soggette alle fratture rispetto a quelle dei giovani.

I rischi e i vantaggi del pattinaggio sul ghiaccio

Pattinare sul ghiaccio è un'attività divertente, solo apparentemente difficile, che tonifica la muscolatura, favorisce la scioltezza delle articolazioni e fa bene a cuore e polmoni. Nei Paesi nordeuropei e americani è senza dubbio più diffuso che da noi, tuttavia da qualche tempo in molte città italiane sono sorti palazzetti del ghiaccio che accolgono i sempre più numerosi amanti del pattinaggio su lama.

Si tratta di uno sport divertente, solo in apparenza difficile e ricco di benefici per il corpo. Infatti il pattinaggio sul ghiaccio è un'attività che coinvolge il corpo nel suo complesso. Oltre alle gambe e ai glutei, richiede anche la "partecipazione" del busto e delle braccia. Il mantenimento della posizione corretta implica, infatti, un coinvolgimento della colonna vertebrale, che deve sorreggere il busto, degli addominali, che devono essere ben contratti, delle spalle e delle braccia, che contribuiscono a dare la spinta, l'equilibrio e la stabilità al pattinatore.

Tuttavia oltre al piacere di pattinare sul ghiaccio su piste contornate da bellissimi paesaggi montani bisogna considerare anche che quest'attività seppur piacevole e rilassante, comporta però alcuni rischi di cui tenere conto, soprattutto per i principianti e quando si raggiungono velocità elevate. Cadute, perdita dell'equilibrio e "botte" di diverso tipo sono imprevisti che si possono verificare quando ci si dedica a questo sport, soprattutto all'inizio.

I primi che possono capitare sono gli scivoloni in avanti, sulle ginocchia o sulle mani che possono causare fratture della rotula (l'osso che costituisce la parte anteriore del ginocchio), del polso o del gomito. Se si cade all'indietro e si batte il fondoschiena, si possono verificare fratture del coccige (la porzione terminale della colonna vertebrale) o di una vertebra. I sintomi sono: dolore, impossibilità di utilizzare la parie interessata e gonfiore. Invece se cadendo si batte la testa il rischio è quello del trauma cranico: la "botta" può dare origine a un ematoma, cioè a una fuoriuscita di sangue dai vasi sanguigni che si trovano nel cranio. Il sangue poi esercita una forte pressione sull'encefalo, con seri rischi. Svenimento, giramenti di testa, vomito, nausea e confusione mentale sono i primi segnali di un trauma cranico: perciò queste manifestazioni non vanno mai sottovalutate. La perdita dell'equilibrio e l'inclinazione laterale della lama dei pattini può causare anche danni alla caviglia o al ginocchio. Così, si possono provocare distorsioni della caviglia e del ginocchio o, nei casi più seri, lesioni dei legamenti, cioè di quelle strutture costituite da tessuto fibroso che collegano i muscoli alle ossa. In questi casi la parte si gonfia e fa male.

Un altro pericolo è rappresentato dagli scontri che possono avvenire contro le protezioni della pista. Se si arriva ad alta velocità, si possono battere il viso o le mani contro la balaustra che circonda la pista provocandosi ferite più o meno profonde. Ora vediamo cosa fare immediatamente dopo una caduta. Se si verifica un incidente è necessario fermarsi e recarsi subito al pronto soccorso per valutare l'entità dei danni. Evitare invece qualsiasi cura "fai da te" che potrebbe peggiorare la situazione. Nel caso di fratture o lesioni ai legamenti che possono provocare dolore, può essere utile immobilizzare la parte (ad esempio mettendo il braccio al collo utilizzando una sciarpa o tenendo ferma la gamba usando una racchetta da sci legata con alcune sciarpe). Se il ferito ha battuto la testa può essere utile immobilizzarla ponendo il cranio tra due cuscini; in questi casi è preferibile chiamare un'ambulanza per trasferire la persona in ospedale. Se si sospetta una frattura del coccige o di una vertebra è preferibile trasportare il ferito all'ospedale in ambulanza, per evitare movimenti che potrebbero essere dannosi. Questo tipo di fratture richiede infatti riposo e immobilità per poter guarire. Tagli e ferite vanno sempre disinfettati e nel caso in cui siano qualcosa in più di un semplice graffio, è bene recarsi in ospedale per farsi medicare.

Ed infine soffermiamoci su alcune regole da seguire per evitare gli incidenti. Per limitare i danni che possono verificarsi quando si pattina sul ghiaccio, è utile seguire alcuni semplici accorgimenti e alcune regole di comportamento. Se si è alle prime armi prendere lezioni nelle scuole di pattinaggio con insegnanti esperti. Utilizzare un abbigliamento adeguato che preveda ginocchiere, paragomiti e guanti imbottiti. Usare pattini con una scarpetta rigida, che protegga la caviglia. Se si raggiungano velocità elevate può essere utile indossare un casco come quelli utilizzati per lo sci. Praticare il pattinaggio su ghiaccio solo se si ha una preparazione fisica di base, cioè se si svolge abitualmente un'attività fisica moderata anche in città.

In sintesi

Il pattinaggio sul ghiaccio è uno sport che sviluppa soprattutto i muscoli degli arti inferiori, soprattutto le cosce. Se fatto per un certo arco di tempo in modo costante incrementa, inoltre, l'ossigenazione dell'organismo e obbliga il cuore a una ginnastica salutare in quanto il muscolo cardiaco pompa di più.

Chi lo può fare
Non ci sono limiti di età per il pattinaggio, ed è adatto a tutti, a patto che si sia dotati di buon senso dell'equilibrio. Non bisogna dimenticare, infatti, che con l'allenamento sui pattini si possono anche raggiungere i 50 chilometri orari.

Le controindicazioni
Così come lo sci di fondo e da discesa, il pattinaggio è uno sport sconsigliato a chi soffre di malattie cardiache o di disturbi dell'equilibrio; particolare cautela è consigliata anche a chi ha lesioni alle articolazioni delle ginocchia, a chi soffre di disturbi della colonna vertebrale e alle persone con difficoltà respiratorie.

Le precauzioni
Iniziare gradualmente e aumentare pian piano l'impegno. Scegliere pattini del proprio numero, con una pianta che consenta al piede di appoggiare al meglio, non stringere eccessivamente i lacci e tenere sempre il peso spostato in avanti. Indossare sempre i guanti, soprattutto se si pattina in una pista affollata: in caso di caduta rappresentano una protezione in più nei confronti dei tagli, se si viene a contatto con le lame di altri pattinatori.

Due specialità con caratteristiche diverse: pattinaggio di velocità e pattinaggio artistico

La specialità "artistica" è un'attività di tipo prevalentemente anaerobico; in essa, infatti, lo sforzo muscolare è intenso e, quindi, viene consumata una quantità di ossigeno maggiore di quella fornita dal sangue. Le esibizioni prevedono esercizi che durano pochi minuti, nei quali però l'impegno fisico è piuttosto elevato, poiché si eseguono salti e altri movimenti acrobatici.

La specialità "di velocità" è un'attività di tipo aerobico, ossia un esercizio fisico prolungato durante il quale l'organismo riesce a soddisfare la maggiore richiesta di ossigeno da parte dei muscoli.

Entrambe le specialità, specie se iniziate da bambini, potenziano le capacità motorie e di coordinamento. Sviluppano, inoltre, il senso dell'equilibrio e le capacità propriocettive. La posizione corretta, che richiede un piegamento sulle ginocchia, stimola i muscoli estensori e flessori delle gambe, rafforza i glutei e i muscoli dell'anca, senza sovraccarichi per la colonna vertebrale, ma anzi potenziando la muscolatura dorsale e addominale. Il coinvolgimento nel movimento di scivolamento delle braccia e delle spalle, consente, inoltre, uno sviluppo armonico dell'organismo. Se praticate con frequenza queste discipline, dall'elevato consumo calorico, consentono di perdere peso e di modificare la composizione corporea, accrescendone la massa magra e diminuendone quella grassa. L'elevata traspirazione contribuisce, poi, a combattere la ritenzione idrica, contrastando in parte la formazione della cellulite.

Ma ora soffermiamoci nel dettaglio sulle differenze tra pattinaggio artistico e quello di velocità.
Il pattinaggio artistico è un'attività di tipo prevalentemente anaerobio e sviluppa soprattutto la cosiddetta "forza veloce". Il tipo di allenamento praticato accresce, infatti, il numero dei messaggeri chimici che collegano una terminazione nervosa all'altra; aumenta il numero delle fibre muscolari bianche, più veloci delle rosse, accrescendo la disponibilità di Atp e di fosfocreatina, sostanze indispensabili per la contrazione muscolare. Il risultato è che i tempi di reazione si accorciano, diventando più potenti e rapidi. La pratica del pattinaggio artistico su ghiaccio favorisce la scioltezza articolare e l'agilità, sviluppa l'eleganza nei movimenti, l'elasticità muscolare (capacità di accumulare l'energia che deriva dall'allungamento dei muscoli), la coordinazione motoria e la resistenza alla velocità.

Il pattinaggio di velocità è, invece, un'attività di tipo prevalentemente aerobico; se praticato regolarmente aumenta la resistenza, favorisce la moltiplicazione dei capillari (piccoli vasi sanguigni), incrementando, così, l'afflusso di sangue alle cellule. Inoltre, accresce le dimensioni e il numero dei mitocondri (parte della cellula che produce energia), migliorando la capacità delle cellule di utilizzare l'ossigeno ed elevando la quantità di ossigeno che l'organismo può utilizzare in un preciso periodo di tempo. Migliora poi le condizioni del cuore, che rinforzandosi aumenta la sua gittata sistolica (la quantità di sangue pompata a ogni battito). Ne consegue che deve compiere meno lavoro per raggiungere lo stesso livello di efficienza e quindi la frequenza cardiaca rallenta sia a riposo sia sotto sforzo. L'attività aerobica provoca un aumento del metabolismo basale (l'insieme di processi chimici di trasformazione delle sostanze in energia, di utilizzo delle riserve e di espulsione degli scarti) anche quando si è a riposo. Ciò provoca un aumento del consumo calorico e del colesterolo buono. Il pattinaggio di velocità, infine, aumenta la capacità polmonare, migliorando l'apparato respiratorio.

Prima di iniziare: riscaldamento e abbigliamento

Il pattinaggio, artistico e di velocità, sottopone la muscolatura a un impegno intenso; è importante quindi non iniziare mai a pattinare a freddo, ma preparare il muscolo al lavoro che lo attende con esercizi di riscaldamento e di stretching. Dal momento che il pattinaggio sul ghiaccio si svolge in ambienti (chiusi o aperti) in cui la temperatura è bassa, è bene vestire in maniera comoda e, soprattutto, a strati, in modo da alleggerire l'abbigliamento, a mano a mano che sale la temperatura corporea.

Occorre, inoltre, specie se si è inesperti, indossare ginocchiere, copri gomiti e casco, così da evitare infortuni quando si cade. È importante, infine, prestare attenzione all'alimentazione. Il pattinaggio è un'attività impegnativa, pertanto è opportuno far precedere l'allenamento da pasti non abbondanti e leggeri. È preferibile mangiare circa due ore e mezzo prima un piatto a base di carboidrati (pasta) accompagnato da verdura e frutta. Dopo l'allenamento è necessario reintegrare i sali minerali persi con la traspirazione bevendo acqua e, se necessario, bevande integrative ricche di salì minerali.

Il pattinaggio a rotelle

Un altro tipo di pattinaggio è quello che si fa utilizzando i pattini a rotelle. Fino a relativamente poco tempo fa, il pattinaggio a rotelle era un'attività quasi esclusivamente infantile; i vecchi pattini, muniti di rotelle metalliche, presentavano un attrito elevatissimo, per cui la velocità era moderata, e la frequenza e l'entità delle lesioni rimanevano entro limiti tollerabili. Nei pattini moderni, con rotelle di poliuretano e cuscinetti a sfere di grande efficienza, invece, l'attrito è modesto, il che consente al pattinatore di compiere rapide accelerazioni e di raggiungere, in discesa, velocità dell'ordine 50 e anche 60 di km/ora.

La pratica del pattinaggio a rotelle è molto emozionante, ma anche pericolosa: la media delle lesioni provocate da questo sport (che è in rapida espansione anche nei paesi ove non era molto diffuso) è elevata, in quanto non sempre i pattinatori controllano la loro velocità. Le lesioni stesse sono simili a quelle del pattinaggio sul ghiaccio: lussazioni alle caviglie, fratture ai polsi e ai gomiti, contusioni al capo. ecc.

Simili sono anche le misure di sicurezza cui attenersi: imparare bene la tecnica (si può pattinare anche sull'erba) ed abituarsi a cadere sul fianco o sul dorso, servirsi di un'attrezzatura adatta e, se si pattina su strade aperte al traffico, rispettare le norme della circolazione. Queste semplici misure riducono sensibilmente il rischio di incidenti, e in tal modo il pattinaggio a rotelle si può praticare come un'attività ricreativa, come sport atto a sviluppare la forma fisica, come sport familiare o da svolgersi in gruppo, senza escludere il pattinaggio artistico.

Ci sono vari tipi di pattini

pattini da ghiaccio

Il primo tipo di pattini sul quale ci soffermeremo sono quelli da velocità. La scarpa di questo pattino è più bassa di una polacchina. La parte della lama che viene a contatto con il ghiaccio forma linee rette; più lunga è la lama più veloce è il pattino. Le lame da pattinaggio di velocità maschile sono generalmente lunghe da 42 a 46 cm; la parte inferiore della lama è spessa solo 1 mm.

Nei pattini da velocità short track la lama è più alta rispetto agli altri pattini, perché il pattinatore è molto inclinato in curva. La posizione della lama e il suo orientamento possono variare secondo le esigenze personali. La lunghezza è simile a quella del pattinaggio di velocità. La parte inferiore della lama è spessa da 1,2 a 1,4 mm.

Ed infine abbiamo i pattini per il pattinaggio artistico in cui la lama non è molto più lunga dello stivaletto. E' leggermente curva dalla punta al tacco per favorire le piroette. Solo il pattino da artistico ha una punta dentellata davanti e un tacco. La parte inferiore della lama è spessa da 3 a 4 mm.

Le tappe per imparare ad usare i pattini sul ghiaccio

La prima cosa per imparare a pattinare sul ghiaccio è prendere confidenza con l'attrezzo. Non è semplice, infatti, per i principianti stare in equilibrio sulle lame. Per familiarizzare, è bene camminare sul terreno che circonda La pista, calzando i pattini. Quando si acquista l'equilibrio, ci si può avvicinare al ghiaccio. Si può entrare nella pista e fare piccoli passi, appoggiandosi con la mano alla balaustra. Va decisamente evitato il passo scivolato.

Per avanzare occorre effettuare passi brevi del tutto simili a una marcia. Nel momento in cui ci si sente sicuri, si può lasciare la balaustra e procedere, senza più appoggiarsi, ma tenendosi vicini ad essa. Non appena si è acquistata sicurezza nella marcia, si può cominciare a imparare il passo scivolato. Bisogna, quindi, marciare e poi riunire i piedi che vanno tenuti paralleli, le ginocchia vanno flesse in avanti, verso la punta dei pattini, il busto e la testa vanno mantenuti dritti con lo sguardo rivolto in direzione di marcia e le braccia distese all'infuori, con le mani poco più su della vita.

Il movimento di marcia e riunione dei piedi con scivolamento e piegamento in avanti del ginocchio e della caviglia va ripetuto più volte. Per accrescere l'equilibrio occorre poi marciare, sollevando ogni 3-4 passi alternativamente la gamba destra e la sinistra. È bene allungare progressivamente il tempo in cui si resta in equilibrio su una gamba e sull'altra e, in seguito, portare distesa all'indietro la gamba sollevata. Con questo movimento si prova la prima emozione dello scivolamento. Procedere abbreviando sempre di più i tempi di marcia sino a ottenere l'abilità di scivolare sul ghiaccio, spostando di volta in volta il peso del corpo da una gamba all'altra.

A questo punto si inizia la fase di apprendimento della tecnica vera e propria. Il pattinatore flette le ginocchia e inclina con fermezza verso il ghiaccio la parte interna della lama del piede di spinta. Poi, attraverso la distensione della gamba spinta e il graduale spostamento del peso del corpo dalla gamba di spinta a quella dello scivolamento, si ottiene l'avanzamento. Avvenuta la prima spinta, bisogna mantenere l'equilibrio, allungando la gamba libera, sollevata in posizione distesa, con la punta del pattino rivolta in basso e all'esterno.

La gamba di scivolamento ha il ginocchio flesso in avanti, le braccia sono distese fuori, il busto è dritto, la pancia in dentro e i glutei contratti. Acquisita stabilità, si può imparare a curvare. Data la spinta con il piede destro, lo si porta davanti al sinistro, sino a poggiarlo incrociato sul ghiaccio. Poi, si solleva il piede sinistro, lo si riunisce al destro, si flettono di nuovo le ginocchia e si è pronti per un'altra spinta e per un nuovo incrocio.

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